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Disturbo notturno, una cittadina scrive: “Stanotte è stato allucinante ed è solo aprile”

La lettera è stata inviata in Circoscrizione ed esprime un sentimento comune a molti residenti di San Salvario.

“Gentile Presidente, penso di essere un esempio di persona paziente e spero che dieci anni passati a lavorare per un’associazione culturale che la Circoscrizione conosce da vicino mi rendano credibile: sapete quanta pazienza sia necessaria per costruire una simile realtà, oltre a dare l’idea del quartiere che insieme ad altri ho voluto costruire per noi e per i bambini. Ma stamane non riesco a smettere di piangere. Stanotte è stato allucinante e siamo solo ad aprile. Ci aspettano sei mesi di inferno, spero che almeno voi non mi suggeriate di andarmene. Lo farei perché sono al limite, ma ho sempre pensato, spero, che la mia esperienza lo dimostri, che per cambiare le cose è giusto restare. Ho anche appena speso duemila euro per rifare gli infissi, cifra enorme per me, a voler intendere che prima di lamentarmi provo ad adeguarmi, sempre. Non basta. Speravo che la recente riunione tra cittadini e istituzioni desse risultati concreti in breve tempo. Ribadisco, come già altri, che presidi fino a mezzanotte sono forse non inutili ma insufficienti: a parte il vomito e la sporcizia e il puzzo che non si può soffrire a qualunque ora, è dopo mezzanotte che chi è pieno di alcool comincia a urlare fino a farsi scoppiar le vene del collo. Odio questi locali che alcolizzano i minorenni, vorrei che i gestori avessero l’obbligo di tenere pulito, far sgomberare i peggiori subito e tutti dopo una certa ora. Non ci sono i soldi per mantenere l’ordine? Ma se multassero chi schiamazza o sporca? Perchè no? E di quanto è aumentata la spesa per la pulizia delle strade grazie a questo schifo? Suggeriteci come unirci, cosa fare. Mi attiverò. Ancora una volta mi attiverò. Anche se sono stufa perché per una volta vorrei sentirmi protetta invece di dovermi sempre creare le condizioni. Voglio poter chiamare le forze dell’ordine senza sentirmi ridere in faccia, senza sentirmi rimbalzare da un corpo all’altro, come se fossi io quella che disturba. Mi sento abbandonata dalle istituzioni e, dall’altra parte, in ostaggio. Vi prego, non abbandonateci”.

Segue la firma

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