Home » La posta dei lettori » Corso Moncalieri a misura d’auto o a misura d’uomo?

Corso Moncalieri a misura d’auto o a misura d’uomo?

I rappresentanti del fronte NO AGLI ATTRAVERSAMENTI pedonali, sono stati ricevuti in Comune dalla commissione urbanistica e dall’assessore Lubatti. Era presente anche il presidente della Circoscrizione 8 Mario Cornelio Levi e, tra il pubblico, alcuni residenti del Pilonetto. Uno dei primi firmatari, Marco Melano e il consigliere comunale Berthier, promotore dell’iniziativa, hanno illustrato il contenuto della petizione. Seduta per certi versi interessante. Una petizione popolare che raccoglie 473 firme (veramente ci sono state anche firme doppie e firme di minorenni), merita rispetto, anche se in questo caso trae origine dalla mancanza di una corretta informazione sul progetto da parte del Comune. I cittadini sono stati facile preda di chi ha diffuso notizie false. E’ evidente che i firmatari della petizione o per lo meno quelli che l’hanno illustrata in Comune, non conoscono affatto il progetto. Parlano di allargamenti dei marciapiedi che restringeranno la carreggiata (falso, occupano la fascia dei parcheggi), di interventi in corrispondenza del Teatro Erba e di piazza Zara (falso, sono distanti centinaia di metri). La verità è che le banchine “salva-pedone” a metà della carreggiata, penalizzeranno una categoria di automobilisti: quelli che regolarmente infrangono il codice della strada, superando i limiti di velocità o sorpassando (ci siamo dimenticati che in città è vietato?), mettendo a repentaglio la sicurezza di chi si muove a piedi. Lubatti in ogni caso, conferma che i lavori saranno consegnati all’impresa il prossimo 5 maggio e saranno previste simulazioni provvisorie con le barriere di plastica
Mi piacerebbe parlare con queste centinaia di persone che, forse inconsapevolmente, hanno chiesto che corso Moncalieri continui ad essere “a misura d’auto”. Vorrei dire a loro che l’interesse di tutti è che corso Moncalieri diventi, per quanto possibile, “a misura d’uomo”. Per questo dobbiamo rivendicare il sacrosanto diritto dei pedoni alla sicurezza, soprattutto dei pedoni più vulnerabili: gli anziani, i bambini, i disabili. Una petizione popolare di questo contenuto, sarebbe stata altra cosa, più dignitosa, se vogliamo, più “civile”.
Pier Luigi Violetto

Tags:

Sezione: La posta dei lettori

Lascia un commento