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Alla scoperta di gruppi musicali nati sul territorio della 8 e dintorni. The In Certos

The In Certos

Il quartetto, nato nel settembre del 2010, vanta un discreto numero di palchi calcati, l’ultimo a Pagella Non Solo Rock, lo scorso 11 aprile. OttoInforma ha incontrato una parte del gruppo.

Eccoci noi e tre “The In Certos”: Davide aka “Mancio” al basso, Davide aka “Giani” alla chitarra e Niccolò aka “Nick” alla batteria.

Ogni band, squadra o clan criminale ha una leggenda alle spalle. Voi come siete nati? Mancio: Noi siamo nati come “quelli del garage”, il garage di casa mia, dalla volontà comune di suonare e di divertirci. Giani: Visto che questa è la nostra prima intervista biografica, diciamo le cose come stanno. Ero un imberbe ragazzino delle scuole medie quando sono stato reclutato da Mancio e da Trope, il cantante. Dopo due prove ci siamo sostanzialmente accorti che il rock senza batteria non si poteva fare e abbiamo accolto Nick.

Parlando di gusti musicali, tirate fuori due o tre nomi in maniera totalmente a caso. Cosa ascoltate? Nick: In questo momento, Rancore e Dj Myke nell’ambito hip-hop, il Management del Dolore Post-Operatorio nell’ambito rock. Mancio: Io adesso sono molto preso dallo stoner rock, un genere che purtroppo in Italia non ha riscontrato un grande successo, quindi lancio un appello: rivalutate lo stoner rock. Per fare qualche nome, in questo periodo ascolto i Queens of the Stone Age e i Red Fang. Giani: Nell’ultimo anno mi sono orientato verso il noise con i Japandroids. E poi, il Teatro degli Orrori e tutto il background punk-rock (Sex Pistols, Ramones, Green Day, Clash).

Un aggettivo/sostantivo/interiezione per descrivere voi e la vostra musica. Giani: Un elemento della tavola periodica, lo stronzio. Mancio: Grintosa. Nick: Epesegetica.

Come definite la vostra condizione? Emergenti, non-emergenti, sottomarini, a pelo d’acqua… Mancio: Una lamentela che io tengo a fare per tutti i gruppi emergenti. Uno slogan: pagateci. I gruppi emergenti di ragazzi che vogliono farsi strada e registrare qualche pezzo, magari riuscire a pubblicare un disco, devono chiedere un cachet per ogni locale dove suonano. Un musicista di qualsiasi età, prima di arrivare al punto dove è arrivato, ha compiuto un percorso che comporta sforzi e spese non indifferenti e da parte di chi fa suonare gruppi emergenti dovrebbe partire spontanea l’idea di aiutare questi giovani.

Un ultima frase? Un ultimissimo appello? Nick: Un ultimissimo appello al pubblico: non sedetevi, né per terra né con le sedie, si sta in piedi davanti ad un palco. Non sedetevi!

The In Certos sono: Davide Giani (chitarra), Niccolò Galliano (batteria), Davide Mancini (basso), Tommaso Tropeano (voce).

Intervista realizzata da Federico Salvatore

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Sezione: Cultura, scuola e sport

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