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L’istituto professionale Giulio ha portato San Salvario in Europa grazie al progetto Comenius

I ragazzi che hanno partecipato al progetto Comenius

Pubblichiamo un resoconto dell’esperienza vissuta a Marsiglia e Amburgo dagli studenti della scuola che hanno partecipato al concorso “L’Europe en six actes”.

Durante gli incontri transfrontalieri finalizzati alla formazione “croisée” dei Dirigenti Scolastici, organizzati dall’Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte e l’Academie di Nizza, la Dirigente Scolastica Giulia Abbio ha avuto l’opportunità di incontrare il preside del Liceo Victor Hugo di Marsiglia, scuola che presenta un’utenza inserita in un contesto multietnico come quello di San Salvario. La Dirigente ha quindi proposto agli insegnanti di aderire al gruppo di lavoro per la stesura di un progetto europeo Comenius riguardante il teatro e le differenze culturali. Donatella Vigna, Michelina Facciotto e Grazia Miragliotta hanno partecipato agli incontri preliminari di Marsiglia e di Odense, in cui si sono concordati i temi, le modalità e le metodologie per implementare il progetto nei propri istituti e per realizzare i due eventi finali di performance teatrali. Nel luglio 2012 il progetto biennale fu approvato con la partecipazione di ben 6 paesi europei.

Teatrando in giro per l’Europa: il progetto Comenius dell’I.I.S. GIULIO con altri 5 paesi europei – “Rifarei quest’esperienza altre mille volte” scrive Valeria, “come spesso capita, quando cominci ad ambientarti, l’avventura giunge al termine, ma rimarrà per sempre con me come un bel ricordo e un’emozione intensa”. Dal 2012 al 2014 la scuola di via Bidone 11 ha preso parte ad un progetto Internazionale di teatro con altri istituti di Danimarca, Francia, Germania, Bulgaria e Spagna. Due gruppi di 12 allievi ciascuno, scelti all’interno delle classi seconde ad indirizzo socio-sanitario, hanno partecipato ai due grandi eventi di Marsiglia, nel maggio 2013 e Amburgo, nell’aprile 2014, preparando spettacoli teatrali in lingua francese ed inglese con l’esperta Luisa Trompetto. “Dopo essere stati scelti nel casting – continua Valeria – ci siamo sentiti subito a nostro agio, il laboratorio di drammatizzazione è stato divertentissimo, ci ha dato forza e un grande senso di autostima, siamo stati messi alla prova per raggiungere con tutte le nostre forze il nostro obiettivo. Ricordo tante cose: le famiglie ospitanti che ci aspettavano ad Amburgo, (non si capiva chi era più imbarazzato, se noi o loro), le lacrime di emozione della nostra prof.. Questo progetto ci ha permesso di stare a stretto contatto con culture diverse, conoscere nuove persone, imparare le lingue straniere, oltre che maturare come persone”. Per diffondere stimoli al maggior numero possibile di ragazzi sono state svolte molteplici attività, come il video di presentazione della scuola e del quartiere ai partner europei, con il film maker Federico La Rosa; un corso di danze tradizionali; laboratori di creatività e manualità. Tanti i commenti positivi dei partecipanti: “E’ stato bello girare le riprese del video in San Salvario sotto la pioggia Anche un gruppo d’insegnanti ha partecipato alle danze in strada”. “Ci toglievamo le scarpe e solo questo ci dava un senso di libertà; mi sono piaciute le danze perché erano un po’ simili a quelle del mio paese”. “E’ stato importante che la scuola abbia aderito a questo progetto, per fare nuove esperienze; quando ho visto sulla parete il poster realizzato col mio gruppo, per partecipare al concorso delle classi prime, ho avuto soddisfazione”. “Ci siamo divertiti a dimostrare le nostre capacità artistiche modellando la plastilina, è stato creativo e lavorare insieme in gruppo ci ha uniti”. “Mi è piaciuto presentare il progetto alle classi anche in inglese, per coinvolgere altri ragazzi in questa esperienza, interagire, costruire il tabellone, discutere sul tema del progetto, l’alterità”.
E ancora, sono stati organizzati laboratori di coro per imparare l’inno europeo da cantare con i ragazzi degli altri paesi, stesura di testi teatrali in inglese e in francese partendo da testi letterari stranieri o dalla tradizione teatrale italiana. Ma anche per la dirigente, Giulia Abbio, e per le insegnanti coinvolte, l’occasione di lavorare concretamente con colleghi stranieri ha offerto possibilità di confrontarsi, scambiare idee, materiali, sentirsi un po’ diversi ma in fondo anche uguali , riscoprendo l’entusiasmo di lavorare con giovani proiettati nella società europea e globale. E il fatto di appartenere ad una scuola così fortemente radicata sul territorio affascinante e complesso di San Salvario, così avvezza alle tematiche interculturali, ha sicuramente agevolato il compito dell’incontro “con l’Altro”.

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