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Una visita a Casa Molinari, un grande gioco pieno di fascino, di colori, di ombre e di magia

La visita dei bambini a Casa Molinari

Martedì 10 giugno i bambi dell’ultimo anno della scuola dell’infanzia dell’Istituto Adorazione Cadorna, sezione Girasoli, hanno visitato il museo-laboratorio dell’artista.

Grazie all’associazione culturale “Mario Molinari scultore del colore” e alla collaborazione di alcune mamme, i bambini della materna si sono ritrovati in via Saluzzo 56, davanti alla targa commemorativa affissa sulla casa dove Mario Molinari ha vissuto e operato. Il gruppo di bambini è stato calorosamente accolto da Pia e Jacopo, moglie e figlio dell’artista, e dalle “due zie”, una scultura particolare a grandezza naturale che ha suscitato reazioni contrastanti : “che figo!” e “che paura”. Durante la visita queste due parole sono risuonate più volte tra una stanza e l’altra. I bambini sono rimasti affascinati dalle pareti colorate della casa, e dalle numerose opere che occupano gli spazi in modo inaspettato. La narrazione di Pia prima e di Jacopo poi, coinvolgente e ricca di aneddoti, ha catturato l’attenzione dei bambini che a loro volta li subissavano di domande e di esclamazioni. Questo particolare modo di condurre la visita ha fatto si che i bambini si trovassero inseriti in un grande gioco, pieno di colori, di ombre e di magia. Superato così lo “choc” iniziale i bambini han potuto vedere con altri occhi le “due zie” e con Pia hanno osservato tutti gli oggetti di vita quotidiana che compongono l’opera. Di stupore in stupore sono arrivati alla stanza da bagno, dove il “grande pisciatore” sovrasta la vasca. Superfluo dire che la tentazione di fare un bagno fronteggiando questo buffo personaggio è stata forte! Il percorso si è concluso attorno al grandissimo tavolo da lavoro di Mario, “decorato” qua e là da alcuni schizzi e macchie di colore.
L’arrivo dei genitori ha rotto l’incantesimo e l’atmosfera magica che si era creata, perché bisognava salutare la casa del colore. Una traccia magica è tuttavia rimasta sulla parete rosa dell’ingresso dove i bambini hanno scritto i propri nomi.

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