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Dibattito sulla movida nel quartiere San Salvario

Una risposta all’articolo pubblicato su La Stampa del 3/7/14: “Tre richieste per la movida-Le proposte dei gestori: ecco cosa serve per ricucire il rapporto con i residenti”.

Alla cortese attenzione di Antonella Mariotti e Elisa Barberis

Gentili Signore, dopo aver letto con interesse l’articolo su La Stampa del 3/7/14: “Tre richieste per la movida-Le proposte dei gestori: ecco cosa serve per ricucire il rapporto con i residenti”, riteniamo utile precisare direttamente la nostra opinione in merito. Per prima cosa ci preme dire che apprezziamo molto il fatto che i gestori si pongano il problema di trovare una soluzione che soddisfi i diritti dei residenti. Non possiamo però esimerci dall’osservare che qualunque proposta, anche validissima, sarebbe più autorevole se fosse concordata con i diretti interessati e non frutto del lavoro solitario di una sola delle parti coinvolte.
Entriamo ora nel merito delle proposte citate nell’articolo: 1) la prima “Controllo più serrato delle forze dell’ordine da mezzanotte in poi”, ci trova ovviamente d’accordo, se non altro perché è una richiesta che l’associazione di piazza Vittorio e zone circostanti e Rispettando San Salvario hanno avanzato nell’incontro dell’autunno scorso con l’assessore Giuliana Tedesco; 2) la seconda proposta “Servizio di pulizia subito dopo la chiusura dei locali e non al mattino dopo”ci sembra interessante, ma, in primo luogo, deve essere approfondita e preparata con cura per evitare di sostituire, o aggiungere, al fracasso delle folle quello delle macchine spazzatrici; in secondo luogo, occorre valutarne la reale convenienza: se le persone si fermassero, come è probabile, anche nelle ore successive alla pulizia notturna, al mattino l’Amiat dovrebbe effettuare un secondo passaggio per non lasciare le strade imbrattate. È evidente che nel primo caso la situazione dei residenti nella migliore della ipotesi sarebbe invariata, nella peggiore si aggraverebbe; nel secondo caso a soffrire sarebbero anche le casse comunali, cioè le tasche dei cittadini, tra cui quelle dei residenti; 3) la terza proposta “Potenziamento della rete di trasporto urbano notturno” ci trova completamente contrari: considerando che la causa principale dell’emergenza movida è l’eccesso di rumore antropico provocato dall’invasione di folle sproporzionate alle dimensioni del territorio, non si capisce quale possa essere l’obiettivo che ci si propone con tale misura: gli unici che trarranno profitto dal potenziamento dei trasporti notturni possono essere solo i gestori dei locali, e forse GTT; né i residenti, né le tasche dei contribuenti avranno alcun vantaggio, anzi entreranno in maggior sofferenza. Facciamo presente che la rete dei Night Buster è già stata notevolmente potenziata con l’estensione del servizio prima alla cintura torinese e recentemente a numerose altre città più lontane, in tutto 21: il bacino di utenza è così passato da 890.000 persone a 1.357.000; il costo annuale di tale servizio, ovviamente a carico dei contribuenti, nel 2013 è stato di euro 312.666,57 + IVA 10% (circa 344.000 euro); in seguito all’ampliamento aumenterà ulteriormente; se ora si aggiungesse il costo di un ulteriore potenziamento notturno, a che cifra si arriverà? Il pagamento di TARI e TASI ci hanno edotto che le tariffe comunali assicurano a Torino una pole position tra le città italiane più esose. Vogliamo consolidare tale invidiabile primato? E a quale nobile scopo? Forse per facilitare l’accesso all’alcol alle giovani e giovanissime generazioni? Mentre, nel contempo, i trasporti diurni si trovano in sofferenza? Sono domande che abbiamo già avuto occasione di porre a Assessori Comunali e a Dirigenti GTT, senza ricevere risposte soddisfacenti. Forse i giornalisti potrebbero provare a farle con maggior successo.

Torino, 3 luglio 2014

Eliana Strona, segretaria di “Rispettando San Salvario”
e Presidente pro tempore “Coordinamento associazioni Comitati torinesi”

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Sezione: La posta dei lettori

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