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Ordinanza San Salvario e convivenza civile: ecco gli steward, i mediatori della movida

Lo scorso sabato notte in via Baretti

Entra in vigore oggi, fino al 30 novembre, il provvedimento firmato dal Sindaco. Si chiude alle 3, ma dopo le 2 è vietata la somministrazione di cibi e bevande in strada.

Instancabili, con le loro pettorine fosforescenti verdi o arancioni, li vedi camminare su e giù per il pezzo di strada di loro competenza, attenti che tutto fili liscio e pronti ad intervenire in caso di necessità. Parliamo dei buttafuori, o per essere più fini degli steward, figura la cui presenza nei mesi scorsi era lasciata alla discrezionali degli esercizi, ma che ora diventa obbligatoria L’ordinanza n.2888 sulle misure relative alle attività economiche per la tutela della salute pubblica, più semplicemente chiamata ordinanza San Salvario per il fatto che essa riguarda solo un pezzettino del quartiere storico della 8, da oggi vincola i locali anche a fornirsi di personale addetto per favorire il mantenimento della convivenza civile nel loro perimetro. Nel dispositivo del documento, infatti, al punto 3, si legge che “tutti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, a partire dalle ore 24, devono dotarsi anche in forma congiunta di personale adeguatamente identificabile, incaricato della gestione esterna al locale al fine di concorrere, nei limiti delle loro attribuzioni, al mantenimento delle condizioni consone alla convivenza all’interno del locale e nelle aree esterne di cui abbiano la disponibilità, nonché delle adiacenze del locale medesimo, anche invitando e dissuadendo gli avventori dal persistere in comportamenti pregiudizievoli alla convivenza civile”.
“Siamo una squadra di 6 elementi – ci ha spiegato uno di questi steward – che fornisce il servizio di sorveglianza a 16 locali dislocati tra via Baretti e un tratto di via Saluzzo. Il nostro orario di lavoro complessivamente va dalle ore 22 alle 4 di mattina e spetta a noi far rispettare alla clientela le regole minime affinché non si degeneri in comportamenti impropri”. Il personale in questione è fornito da delle agenzie a cui si rivolgono i titolari dei locali, i quali per non accollarsi interamente il costo del servizio usufruiscono in forma congiunta delle loro prestazioni. “Tengo a precisare – ha ancora aggiunto – che non siamo dei pubblici ufficiali, quindi il nostro compito si limita a invitare la clientela a non compiere determinate azioni, pronti a chiamare le forze dell’ordine in caso di necessità”. Sull’efficacia dell’ordinanza il nostro uomo non si sbilancia, ma il suo sguardo non nasconde dubbi e perplessità. (di Giovanni D’Amelio)

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Sezione: News

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