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Francesco Panacciulli, un testimone dell’artigianato di San Salvario all’estero

Panaciulli e Battiato a Istambul

 

Aderendo a un progetto di collaborazione italo-turco, il restauratore di via Ormea si è aggiudicato commesse presso l’Istituto per i Beni Culturali della Turchia.

E’ stata una fotografia vista sui social network ad incuriosirci e a voler approfondire, la fotografia ritraeva Francesco Panacciulli con Franco Battiato e un lampadario in primo piano. Di Francesco Panacciulli, a cui piace definirsi “quello di via Ormea che ripara e restaura i lampadari”, sappiamo e abbiamo scritto qui. Non sapevamo fosse un fan del cantautore siciliano e subito abbiamo pensato a un restauro in casa Battiato. Non è proprio così, l’incontro è stato casuale ed è avvenuto in Turchia. A Istanbul. Vi raccontiamo la storia che narra come, in questo caso, si reagisce alla crisi di un settore che è strategico per il paese: la conservazione dei beni culturali. Cominciamo dalla premessa che ci rilascia Francesco: “la crisi ha colpito purtroppo tutti in modo indiscriminato ed ha dato un duro colpo anche economico alla mia professione. Per mancanza di fondi le istituzioni hanno bloccato i finanziamenti per le opere pubbliche. L’esperienza insegna però che quando una nave affonda devi imparare a nuotare altrimenti non hai scampo.” E per non affondare ““quello di via Ormea che ripara e restaura i lampadari” aderisce ad un progetto del Ministero del Commercio Estero in collaborazione con la Regione Emilia Romagna, MED.ART, e l’Istituto Turco dei Beni Culturali, che lo porta in Turchia. Partecipa a seminari sul restauro in veste di esperto che gli procurano una prima commessa, la fornitura di un lampadario che ha 5 metri di diametro da collocare all’interno di una Moschea e un rapporto di collaborazione con l’Università di Istanbul. Non solo. Come ci dice il nostro Panacciulli, da cosa nasce cosa” e si crea un legame con una storica associazione di mutuo soccorso fondata da migranti nell’ottocento (e anche qui troviamo un ulteriore legame con il quartiere di San Salvario) che lo porta a restaurare un lampadario a 20 luci creato con una tecnica mista di antimonio, ottone, e acciaio.  Nella storica associazione che vide tra i suoi promotori Giuseppe Garibaldi, cui è intitolata la sede, è stata scattata la fotografia che ha dato il via a questo articolo. Noi pensiamo che storie come questa debbabo essere divulgate e aiutino a fare rete tra le competenze del territorio. Per questo la raccontiamo. Il nostro è il paese più ricco di beni culturali e, siamo certi, di competenze da “esportare” come quelle del nostro amico Francesco Panacciulli,  “quello di via Ormea che ripara e restaura i lampadari”. Anche in Turchia.

Info:

Francesco Panacciuli, insieme alla moglie Cristina Forconi, è il titolare del laboratorio di restauro Reale Restauri , in Via Ormea 67/B. A Torino, quartiere San Salvario.

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Sezione: News

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