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Le associazioni ambientaliste e di territorio ribadiscono la contrarietà al parcheggio Gran Madre

Abbiamo visto comparire a sorpresa a fine novembre in Seconda Commissione Consiliare la proposta di delibera, risalente ancora all’inizio del 2011, e poi riproposta nel 2012, che porterebbe all’approvazione di un parcheggio interrato multipiano nell’area retrostante la Chiesa della Gran Madre di Dio, a cui seguirebbe un bando per la sua realizzazione, ed oggi non possiamo che ribadire la nostra contrarietà a questo progetto.
In primo luogo ci è parsa una forzatura la dichiarazione di un “benestare” da parte della Soprintendenza, mentre a tutt’oggi vi è solo una lettera della Direzione Regionale dei Beni Culturali datata 20 settembre 2013 in cui si rinvia il parere alla presentazione di un progetto definitivo che individui l’effettivo ingombro e la collocazione dei volumi emergenti e chiarisca le possibili interferenze con le fondazioni della Chiesa e con la falda idrica. Problemi ancora ben lungi dall’essere stati risolti.
In secondo luogo è apparso chiaro che manca un progetto complessivo di riorganizzazione della viabilità e della sosta nell’Oltre Po per l’area in questione, a cui adducono settori importanti della viabilità collinare. Non si può costruire un progetto di riqualificazione intorno alla decisione aprioristica di fare un parcheggio interrato. Vanno prima affrontati i problemi dell’area in questione con le possibili soluzioni; solo dopo si può decidere l’eventuale necessità di un parcheggio in struttura multipiano, e, se necessario, dove e come realizzarlo. Non accettiamo il binomio: riqualificazione = parcheggi interrati sotto piazze storiche.
Non possiamo fare a meno di rilevare che la nostra città dal 2007 non ha più un Piano Urbano dei Parcheggi mentre si procede da qualche anno fuori da qualsiasi logica di pianificazione e programmazione degli interventi, con criteri del tutto casuali, oppure convalidando proposte (certo legittime) provenienti da privati operatori, senza inserire eventuali interventi in un quadro di coerenze definito dall’Amministrazione Comunale.
Sottolineiamo ancora una volta la delicatezza di tutta l’area circostante piazza Gran Madre, per rilevanza storica, per connotazione paesaggistica e per l’interferenza di ogni progetto con presenze architettoniche di rilievo. Come già evidenziato vi sono poi le criticità legate all’assetto idrogeologico e la presenza di problemi strutturali nell’abside della Chiesa. La “riqualificazione” non può dimenticare queste criticità, in un’area che già pochi anni or sono è stata riqualificata con nuove pavimentazioni, mentre nelle ore notturne è afflitta dalla sosta selvaggia incontrollata.
Il problema dei parcheggi in questo ambito territoriale non può prescindere dal futuro della Caserma Lamarmora di via Asti e dello stesso Parco Michelotti, che sono ora in discussione. Prima di assumere decisioni irreversibili di modifica del territorio occorre recuperare questa visione d’insieme e invitiamo quindi i Consiglieri ad una riflessione più approfondita.

Italia Nostra Piemonte e Valle d’Aosta (Maria Teresa Roli);
Legambiente Circolo Ecopolis (Antonella Visintin);
Pro Natura Torino (Emilio Soave);
Associazione OltrePo (Sergio Dellavecchia)

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Sezione: La posta dei lettori

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