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Appello per la promozione e l’adesione a una manifestazione

Per le vittime di tutti gli attentati terroristici: contro ogni forma di terrorismo e contro ogni strumentalizzazione razzista e xenofoba.

L’attentato terroristico avvenuto il 7 gennaio 2015 a Parigi contro la redazione del settimanale “Charlie Hebdo” e quelli seguiti l’8 gennaio a Montrouge e a Porte de Vincennes hanno scosso le coscienze europee sulla ferocia del terrorismo fanatico religioso e sul pericolo della sua propagazione in Europa. Nelle stesse ore in cui venivano trucidati i redattori di “Charlie Hebdo” e le persone preposte alla loro sicurezza, a Sana’a, nello Yemen, 37 giovani aspiranti poliziotti cadevano vittima di un’autobomba. Appena quattro giorni prima, altre quattro persone erano state assassinate a Mogadiscio, in Somalia. Fra il 3 e il 7 gennaio, la formazione terrorista “Boko Haram” faceva strage nei villaggi nordorientali della Nigeria con almeno 2.000 morti. A questa carneficina, il 10 gennaio sarebbe seguito un attentato suicida nella citta di Maiduguri con 19 vittime e 18 feriti. Questi sono solo alcuni dei dati sulle vittime del terrorismo fanatico nel mondo, in massima parte musulmani che vivono in Africa, in Medio Oriente o in Asia, nella stragrande maggioranza dei casi, ignorati dai media.

Mentre scrivo questo appello, intere popolazioni vivono sotto il ricatto dei terroristi, mentre, all’interno del mondo musulmano, numerose forze democratiche e numerosi attivisti dei diritti contrastano la radicalizzazione religiosa, ricevendo scarsa attenzione dalle società e dai governi europei e, più estesamente, occidentali. Alle tragedie del terrorismo, debbono essere date risposte rigorosamente fondate sui diritti umani, prevenendo e contrastando qualsiasi strumentalizzazione xenofoba o razzista. È inaccettabile che il terrorismo fanatico religioso sia considerato un’espressione della religione islamica, il cui messaggio fondamentale è per la pace. È inaccettabile che si ricolleghi il terrorismo fanatico religioso all’immigrazione, soprattutto quando questa riguarda profughi che scappano da guerre e persecuzioni. È inaccettabile che il problema del terrorismo sia considerato un fenomeno tipico del mondo islamico.

Il fenomeno del terrorismo si sconfigge solo con azioni fondate sui diritti, che diano voce e aiutino tutte le forze democratiche impegnate a combatterlo; che rendano la giusta memoria alle sue vittime, indipendentemente dalla loro fede, dal loro credo politico e dalla loro nazionalità; che contrastino tutte le spinte identitarie, sia religiose che laiche, che mirano a fomentare conflitti e non operano per una reale integrazione.

Da attivista dei diritti umani e, prima ancora, da persona che ha recentemente vissuto il dramma del terrorismo degli pseudo – islamisti, sento l’urgenza di proporre un appello per promuovere la realizzazione di una manifestazione a Torino entro la fine di gennaio, contro tutte le forme di terrorismo, rivolta a tutti i cittadini e a tutti i soggetti che intendono impegnarsi socialmente, allo scopo di promuovere azioni politiche, formative, informative e didattiche fondate sui principi espressi nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.
Suad Omar

Torino, 14 gennaio 2015

 

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Sezione: La posta dei lettori

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