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Uno tra mille motivi per sostenere la Federazione Italiana Epilessie

Il celebre neurologo William Gordon Lennox (1884 – 1960) affermava essere l’epilessia l’unica malattia al mondo per la quale, chi ne è portatore, soffre più per l’atteggiamento della gente nei suoi confronti che per la malattia stessa. Questo concetto è stato sovente sottolineato non solo da me che per oltre un quarto di secolo mi sono dedicato alle persone con epilessia e loro famiglie, ma anche da tutte le associazioni aderenti alla FIE (Federazione Italiana Epilessie). Anche molti medici si battono con noi evidenziando che i pregiudizi, ancora tanto saldamente radicati nei confronti di questa patologia, generano nel soggetto interessato una sofferenza morale che, come afferma giustamente Lennox, eguaglia se non supera quella causata dalla malattia e si riflette specularmente sui famigliari. Se fino ad oggi le persone con epilessia, le loro famiglie, i medici e noi stessi eravamo razionalmente convinti che il rifiuto sociale o quello del mondo della scuola e del lavoro provochino della sofferenza assimilabile a quella fisica, nessuno di noi era tuttavia in grado di poterlo dimostrare con il giusto rigore scientifico. Ora però, grazie ad un moderno strumento non invasivo chiamato “Risonanza Magnetica Funzionale” che consente di visualizzare quando è attiva la parte del cervello preposta ad un compito specifico, è stato possibile dimostrare che la sofferenza morale ha una base fisiologica. Un gruppo di psicologi dell’Università di California a Los Angeles ha infatti qualche anno fa condotto un esperimento attraverso il quale è stato possibile appurare che un individuo, a fronte di una sgradevole situazione di “esclusione” o “rifiuto”- ad esempio non poter partecipare ad un gioco di squadra – il cervello reagisce con una forte eccitazione della regione implicata alla sensazione del dolore fisico. Non solo, ma quando è stata provocata una situazione più esasperata di “emarginazione”- cioè di isolamento di un soggetto da un gruppo di persone – si è attivata nell’escluso, oltre alla precedente, anche un’altra parte del cervello, quella cioè preposta alla regolazione delle emozioni e dell’autocontrollo. Questa provata relazione tra dolore morale e dolore fisico è una delle tante ragioni per cui ci battiamo affinché le autorità competenti intervengano senza ritardi nei confronti delle ingiuste sofferenze patite da questi cittadini italiani. Ogni ritardo significa voler deliberatamente calpestare i loro diritti e conseguentemente arrestare lo sviluppo scientifico, culturale e sociale della nazione.

Cesare Bevilacqua
(Fondatore e Presidente Onorario FIE)
5×1000: CF 97680130016

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