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Asili alle cooperative sociali: le decisioni passeranno anche attraverso le Circoscrizioni

Martedì 15 maggio i presidenti dei 10 enti cittadini hanno incontrato l’assessore alle Risorse Educative, Maria Grazia Pellerino, per discutere di nidi e di esternalizzazioni.

la proteste delle maestre dei giorni scorsi davanti a Palazzo Civico

Nei prossimi giorni anche le Circoscrizioni diventeranno parte attiva nella delicata questione del passaggio al privato sociale della gestione educativa di alcuni asili della città che tanto sta facendo discutere la politica, le insegnanti, i sindacati e i genitori. Gli enti di prossimità, infatti, dopo l’incontro avuto martedì 15 maggio tra i presidenti e l’assessore Pellerino, potranno iniziare a dire la loro sulla decisione della giunta Fassino di dare in concessione per un anno a delle cooperative 9 nidi sui 46 esistenti sul territorio torinese. E il ruolo delle Circoscrizioni servirà soprattutto a compiere una corretta individuazione dei plessi da destinare a questa scelta, naturalmente in base ai criteri fissati dalla delibera citata. “Prossimamente avremo altri contatti con l’assessorato – ha spiegato Mario Cornelio Levi, presidente della 8 – e la prossima settimana quasi sicuramente sarà convocata una commissione per parlare sull’argomento con i consiglieri e con i cittadini della Circoscrizione”. Questo perché un asilo nido della zona, sui 3 funzionanti, probabilmente sarà oggetto del nuovo sistema studiato dall’amministrazione centrale per sopperire alla mancanza di 250 maestre non confermate in ruolo per via dell’uscita della Città dal patto di stabilità che pone pesanti limiti nelle assunzioni. Parte di questo personale potrebbe essere assorbito dalle cooperative che si aggiudicheranno il bando, ma il condizionale è d’obbligo in una situazione di incertezza come l’attuale.

Sui plessi da destinare alla gestione didattica delle cooperative, sotto lo stretto controllo di Palazzo Civico, Levi ha aggiunto che “ci è stato assicurato che non saranno presi in considerazione quei nidi ubicati in strutture che ospitano anche una materna comunale. Per quanto riguarda il nostro territorio – ha continuato – in accordo con la coordinatrice Paola Parmentola ho avanzato la proposta di valutare l’esternalizzazione del servizio del nuovo asilo che dovrebbe entrare in funzione a settembre in corso Bramante, che per mancanza di personale  rischia di non aprire”.L’alternativa, ma questo Levi non lo dice, è che la scelta possa cadere sul nido Le Coccinelle di corso Sicilia, che ha si una materna nello stesso plesso, ma statale e non comunale. Il Bay di corso Principe Tommaso e Le Pratoline di via Lugaro completano la rosa degli asili circoscrizionali. “Ad ogni modo – ha concluso il presidente – tutto è ancora da valutare ed ogni decisione sarà presa con il più ampio consenso di tutti i soggetti in causa”. Una giusta precauzione, poiché, sulla scelta compiuta dalla giunta torinese nei giorni scorsi c’è stata la ferma presa di posizione dei sindacati, delle maestre e del comitato dei genitori “Zero-Sei”, che sollevano principalmente il rischio che quello di dare in gestione il servizio nido all’esterno non sia altro che il primo passo verso un successivo smantellamento del servizio educativo pubblico. Minaccia più volte smentita dal sindaco Fassino, che spiega l’esternalizzazione come l’unica maniera per assicurare al momento la continuità del servizio e la reale possibilità per tante maestre di essere rimpiegate tramite le cooperative. (di Giovanni D’Amelio)

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Sezione: Cultura, scuola e sport

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