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Falcone, Borsellino e le altre 900 vittime innocenti della criminalità

La manifestazione di Genova dello scorso 17 marzo

Lo scorso 17 marzo, a Genova, è stata celebrata la XVII Giornata della Memoria e dell’Impegno per ricordare le vittime di mafia. Un elenco che riporta i nomi di semplici cittadini, poliziotti, magistrati, giornalisti, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, politici.

Dal 1996, ogni 21 marzo o giù di lì,  Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie celebra la Giornata della Memoria e dell’Impegno per ricordare le vittime innocenti di tutte le mafie. Un giorno di speranza che si rinnova con la consapevolezza di un passato e di un presente segnati dalla violenza delle mafie e dalla comprensione che le forme di impegno civile e di cittadinanza attiva rappresentano possibilità autentiche e strumenti necessari per il contrasto alla cultura e all’agire mafioso. L’evento, che ogni anno coinvolge i familiari delle vittime, le scuole, i cittadini di tutta Italia, quest’anno si è svolta a Genova, alla presenza di circa 100 mila persone (guarda video). Una marcia che si conclude con la lettura dei circa 900 nomi delle persone innocenti che, dal 1893 ai giorni nostri, hanno perso la vita per mano della criminalità organizzata (leggi la lista). Da Emanuele Notarbartolo, prima vittima della mafia, ammazzato nel 1893 a Termini Imerese, a Placido Rizzotto (1948), proseguendo con  Peppino Impastato (1978), Pio La Torre e il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa (1982), Rocco Chinnici e Francesco Imposimato (1983), Giuseppe Insalaco e Mauro Rostagno (1988), Don Giuseppe Puglisi (1993).

Il discorso di don Ciotti al Porto antico ha chiuso la giornata commemorativa del 2012. “Parliamo di mafie da 150 anni – ha affermato il fondatore di Libera – e non riusciamo a sconfiggerle. E questo anche perché oltre alla lotta alle mafie serve partire da noi, dal nostro modo di essere, di comportarci”. Il religioso si è poi rivolto alla politica, alla quale ha ricordato che la lotta alle mafie “si fa con le leggi giuste, ma anche con interventi sul sociale, non tagliando su formazione e cultura, strumenti dell’antimafia”. E infine anche alla Chiesa, di cui è parte, e che spesso è invischiata nella “zona grigia, nella quale si mescolano politici, imprenditori e mafiosi” (guarda video).

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Sezione: Politica ed Amministrazione

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