Home » News » Ambiente ed Ecologia » San Salvario e il suo prossimo futuro: cambiamenti concreti in tempi brevi, per tempi lunghi

San Salvario e il suo prossimo futuro: cambiamenti concreti in tempi brevi, per tempi lunghi

Sara Marconi, di EcoQuartieri per l'Italia

L’iniziativa organizzata il 2 giugno da EcoQuartieri per l’Italia e dalla fondazione Smart City è stata un successo di partecipazione, anche popolare. Intervista a Sara Marconi.

Aumentano le aspettative sulle potenzialità e sui tempi di un possibile futuro sostenibile del e nel rione. Ottoinforma, media partner del convegno e della Notte Smart, promossi nella giornata del 2 giugno, ne discute con Sara Marconi, responsabile della comunicazione e dei rapporti con la stampa di EcoQuartieri per L’Italia.

Vi aspettavate una partecipazione così numerosa e aggiungerei molto attenta al convegno che avete organizzato? Ho visto molti prendere appunti. Naturalmente ci speravamo ma devo ammettere che siamo rimasti stupiti anche noi: sappiamo bene che le iniziative si moltiplicano e anche quando sono molto interessanti non sempre riescono a essere altrettanto seguite. Tra l’altro il pubblico era estremamente eterogeneo per età e provenienza, il che segnala – secondo me – che davvero l’idea dell’ecoquartiere risponde a un bisogno diffuso e trasversale. Voglio approfittare di questa occasione per ringraziare tutte le persone che hanno partecipato, senza dimenticare la Presidente dell’Agenzia per lo Sviluppo Locale di San Salvario, Giulietta Alfieri, e l’assessore all’Ambiente Enzo Lavolta che – chiamati ad accoglierci e a introdurre l’iniziativa – hanno poi seguito l’intero convegno con grande attenzione e partecipazione.

E’ stata seguita con molto interesse la presentazione di Andrea Burzacchini su Friburgo e i suoi quartieri nati in un’ottica di ecosostenibilità. Ciò può essere un esempio per San Salvario? L’intervento è stato interessantissimo anche per me: storie vere, concrete; risultati tangibili, qualità della vita che davvero migliora per tutti. E aggiungo: Burzacchini è riuscito contemporaneamente a essere concreto e a darci un respiro alto, una visione, lasciandoci anche alcuni interrogativi sulle sfide da affrontare a San Salvario. Tuttavia: no, non partiamo da Friburgo. Partiamo da San Salvario, perchè la natura del progetto sta proprio nello sposare l’identità unica e irriproducibile del quartiere su cui si decide di lavorare. Impariamo dal mondo, studiamo policy e pratiche; ma al momento di applicarle facciamo tabula rasa di quello che sappiamo e ci mettiamo in ascolto del quartiere. 

Il convegno si è tenuto presso la Casa del Quartiere, all’iniziativa hanno aderito numerose associazioni. Luogo e associazioni molto sensibili e pronti culturalmente allo sviluppo ecosostenibile del territorio. Come fare a sensibilizzare e raggiungere gli altri cittadini? Ho due risposte diverse. La prima è che anche le associazioni sono fatte di cittadini e di cittadine, e che la ragione per cui siamo molto contenti di come è andato l’intero evento è che abbiamo raccolto una gran voglia di lavorare insieme, di fare rete per il quartiere. A fronte, poi, di un’esperienza di anni, di risultati importanti già raggiunti dalle singole associazioni. La cosa è tutt’altro che scontata: nel momento in cui io, come associazione, ho pratiche rodate, un ambito di intervento definito e riconosciuto all’esterno… potrei anche sentirmi abbastanza forte da non aver voglia di collaborare con altri. Invece la maturità del territorio è tale che ciascuno – forte di quello che è e di quello che sa fare – ha avuto voglia di fare un pezzo insieme, di mettere in comune. A me sembra un segnale bellissimo, di grande speranza. La seconda risposta è questa: i cittadini si raggiungono a fronte di un progetto concreto, li si coinvolge sulle “cose”. Giustamente molti oggi hanno altro a cui pensare, non hanno nè il tempo nè la voglia per discutere di massimi sistemi. Ovviamente io non credo che il convegno e la Notte Smart, fossero “solo parole”, anzi. Ma quello che voglio dire è che appena partiremo a lavorare davvero sul territorio parleremo ai cittadini e alle cittadine, e dovremo essere abbastanza bravi da riuscire a spiegare perchè quello che facciamo dovrebbe interessargli. Sono certa che se lavoreremo bene capiranno, e che il coinvolgimento verrà con grande naturalezza.

Abbiamo raccolto commenti molto positivi sull’iniziativa e c’è molta attesa sul futuro immediato, quali saranno i prossimi passi? Domani insomma, che è già oggi. Oggi stiamo raccogliendo il materiale del convegno in modo da poterli diffondere, prima di tutto alle associazioni che hanno partecipato alla Notte Smart. Ti rispondo così non per eludere la domanda ma perchè davvero una parte fondamentale del progetto è il lavoro di raccordo e di messa a sistema di quanto c’è già, ovvero la creazione di una piattaforma unica a cui tutti possano contribuire, seppure con metodi pratiche e voci diverse. E dunque il punto da cui partire è condividere l’approccio, ragionare insieme su cos’è un ecoquartiere e come ciascuno può entrarci con le cose che fa. Ma naturalmente un ecoquartiere non è solo questo: dobbiamo pensare anche a quello che è stato chiamato l'”hardware” – gli interventi a sostegno di una mobilità dolce, l’adozione di ecopratiche evolute ed ecoinnovazioni (penso per esempio al tema dell’energia), in molte direzioni diverse. Come sai abbiamo firmato un Protocollo d’Intesa con la Fondazione Smart City per avviare la sperimentazione in San Salvario: si ragiona insieme, quindi. Noi abbiamo un progetto, abbiamo identificato cinque aree di intervento prioritarie (energia, mobilità, consumi sostenibili, cultura sostenibile, diffusione degli stili di vita), abbiamo iniziato a declinare queste aree in azioni concrete. Vogliamo muoverci rapidamente, perchè questo è uno dei vantaggi del lavoro che parte dal basso, dal quartiere – la rapidità di intervento. Del resto, come sai, il nostro metodo di lavoro lo riassumiamo così: “Cambiamenti in tempi brevi, per tempi lunghi.”. Ma rapidi non vuol dire istantanei, ed è passato solo un giorno dal convegno… suggerisco a tutti coloro che sono interessati di tenere d’occhio il nostro sito ecoquartieriperlitalia.it per vedere come si evolve questo percorso. E per partecipare a costruirlo, naturalmente. (di Augusto Montaruli)

Tags:

Sezione: Ambiente ed Ecologia

Lascia un commento