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Le 60 proposte degli studenti del Politecnico per riqualificare il quartiere principe della 8

Le proposte degli studenti del Politecnico esposti in corso Marconi

I lavori su San Salvario sono stati presentati sabato 9 giugno in corso Marconi. Nelle prossime settimane una commissione circoscrizionale per valutare le idee realizzabili da subito.

Street Food e mercato agroalimentare di filiera corta nell’area dismessa delle ferrovie dietro piazza Nizza; le corti di via Nizza rivitalizzate e aperte al pubblico; il Palazzo delle Poste come Ostello e una wi-fi area per “Abitare il tempo della Mobilità”; Skate Park di fianco a Porta Nuova. Sono alcune delle 60 proposte per la riqualificazione del quartiere di San Salvario emerse dal lavoro degli studenti del Politecnico di Torino, presentate nel corso della manifestazione “San Salvario ha un Cuore Verde” di sabato 9 giugno. L’Atelier Inside/Outside dei corsi di laurea magistrale in Ecodesign (condotto dai docenti Claudio Germak, Paolo Mellano, Anna Pellegrino e Arianna Astolfi) e quello in Architettura per l’Ambiente Costruito (docenti Marco Bernini, Graziella Roccella e Luca Degiorgis), hanno esposto infatti in uno stand i progetti migliori degli studenti degli anni accademici 2010/11 e 2011/12. Si tratta di proposte per il recupero degli spazi pubblici e delle aree verdi di San Salvario e in particolare delle direttrici viarie di via Nizza da Porta Nuova a Piazza Nizza, corso Marconi e Largo Marconi, Largo Donatello, Largo Saluzzo. Quartiere caratterizzato da interculturalità e multirazzialità, San Salvario si presenta come un insieme di microcosmi sociologici di rara ricchezza e complessità, perfetto caso studio per un modello formativo politecnico aperto e attento alle questioni tecniche quanto a quelle sociali. La missione dell’atelier è quella di analizzare questo patrimonio architettonico e culturale per progettare spazi pubblici sostenibili dal punto di vista sociale, economico e ambientale. Lo studio non si limita alla sola lettura “orizzontale” ma tenta anche una lettura verticale degli edifici di San Salvario, individuando quegli spazi vuoti che per loro vocazione possono essere “negoziati”. La negoziazione – anche temporanea – dei confini tra pubblico e privato (individuale e collettivo) è l’orizzonte di senso entro cui si muove l’indagine. Gli studenti, invitati a riflettere sul concetto di “abitare la strada”, hanno risposto proponendo progetti, sempre reversibili ed attenti agli aspetti di sostenibilità ambientale, che potrebbero essere sviluppati dalla città con lo scopo di innescare o accelerare processi di rigenerazione urbana già in atto. I progetti sono presentati sul blog dell’atelier: http://atelierinsideoutside.wordpress.com/

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Sezione: Viabilità e Arredo urbano

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