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Sanità e Servizi Sociali nell’era della grande crisi economica

Abbiamo intervistato Giovanni Bresciani, coordinatore alla IV commissione (Sanità e Servizi Sociali) della Circoscrizione 8. Le linee guida di competenza per uno sguardo sul futuro.

Giovanni Vresciani, Coordinatore IV Commissione

Giovanni Bresciani, 65 anni, nelle ultime elezioni amministrative eletto nelle liste dei Moderati per Fassino, coadiuva il Presidente della Circoscrizione 8 nel difficile campo della Sanità e dei Servizi Sociali. Una Commissione delicata che tocca aree sensibili sia a livello di risorse umane, che non sono mai sufficienti, sia nelle disponibilità finanziarie di spesa, in continuo peggioramento a causa dei continui tagli..

Bresciani, come è stato il suo primo impatto da coordinatore in questo settore? Al momento in cui mi é stato affidato l’incarico, ho trovato le diverse attività progettuali già opportunamente avviate, in quanto giustamente non si poteva sospendere le diverse forme assistenziali né si poteva pretendere dal nuovo Coordinatore l’immediata presa di consegna ed operatività, e di questo ringrazio il Coordinatore uscente dott. Edoardo Gentile che ha provveduto in merito, ed io intendo proseguire l’attività impostata.

Faccia un piccolo bilancio dei suoi primi mesi d’attività. A seguito del lavoro svolto con i “Profili e Piani di Salute” della Circoscrizione, si sono individuate alcune tematiche sulle quali ragionare assieme alle realtà del pubblico e del privato sociale che operano sul territorio e successivamente si sono avviati due tavoli di lavoro che hanno affrontato il problema dell’abitare, con particolare attenzione agli anziani fragili, e l’altro al territorio ed alla costruzione della rete. Le risultanze dei confronti e delle analisi emerse negli incontri comporranno il Piano di Zona previsto dalla normativa vigente. I gruppi di lavoro per la predisposizione di questo Piano sono composti da rappresentanti di tutti i soggetti pubblici e del privato sociale, che lavorano sul territorio della nostra Circoscrizione. Dal percorso, ancora in fase di completamento, sono emersi due progetti, al momento unici in Torino: il primo denominato “Madri di quartiere”, già in fase di avvio, rivolto alla creazione di una rete di mediatrici col compito di intercettare i bisogni di inserimento e di conoscenza delle offerte educative, assistenziali del territorio nonché fornire un accompagnamento nei meandri dell’amministrazione alle famiglie straniere e italiane in stato di bisogno e con figli minori; il secondo, si occuperà invece dei servizi al sostegno dell’abitare. Qui, però, siamo ancora ad un livello di discussione preparatoria tra i vari soggetti coinvolgibili.

Quali risvolti futuri avranno questi due progetti? Procederemo al monitoraggio in itinere di “Madri di quartiere” per l’individuazione di strumenti idonei a facilitare il consolidamento di questa nuova figura sul territorio. Il secondo, come detto, è in fase di “gestazione” e sarà oggetto di una presentazione approfondita nei prossimi mesi

 L’attività che lei coordina non si ferma, però, solo a questi due progetti. In base all’ammontare delle disponibilità economiche continueremo a porre la nostra attenzione su interventi di contrasto del disagio giovanile e sociale, di sostegno allo “Spazio Anziani” garantendo le attività anche con operatori del Servizio Sociale, continuità nella domiciliarità leggera (affidi e accompagnamenti). Senza dimenticare progetti vari dei Servizi Sociali finalizzati a iniziative che non rientrano nelle voci precedenti, quali ad esempio la ginnastica presso i nostri centri dedicata ai portatori di handicap ed ai normodotati in sessioni comuni.

Per fare tutti ciò collaborate anche con diverse associazioni. Certamente, e il loro aiuto oltre che prezioso è indispensabile. Proprio in questi giorni abbiamo sollecitato i vari gruppi associativi che operano nel campo a presentare progetti inerenti alle diverse attività socio – assistenziali. Successivamente verranno valutati e, nel limite delle possibilità dell’esiguo bilancio di previsione si procederà, in seguito alle Commissioni illustrative, a deliberare l’attuazione dei progetti ritenuti essenziali e utili ai bisogni sociali individuati nel Piano di Zona relativo ai Cittadini di questa Circoscrizione.

Per concludere, nello specifico, in cosa consiste un Piano di Zona? E’ un tipo di programmazione partecipata che vede protagonisti tutti i soggetti politici, istituzionali e sociali del territorio. Il Piano si articola in tavoli centrali e contestualmente in tavoli circoscrizionali, dedicati agli adulti con particolare attenzione alle fragilità sociali; anziani, disabili, integrazione (dei cittadini stranieri), minori, relazioni e famiglie. (dalla Redazione)

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Sezione: Sanità e Servizio Sociale

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