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Il 30 ottobre un sit-in davanti a Palazzo Lascaris per chiedere di conoscere le sorti del Valdese

Quasi 200 persone lunedì 8 ottobre hanno riempito gli scranni della chiesa Valdese di corso Vittorio Emanuele II per una serata che ha visto ragionare istituzioni, medici, politici e cittadini su come proseguire la lotta in difesa dell’ospedale. L’incontro è stato promosso dal circolo PD di San Salvario.

Prima un ordine del giorno che sarà presto presentato dal consigliere regionale Nino Boeti (PD), poi, se tutto continuerà a rimanere fermo, una grande manifestazione il 30 ottobre davanti la sede della Regione Piemonte. Queste in sostanza le iniziative che istituzioni, partiti, medici, personale infermieristico, sindacati e cittadini metteranno in campo nelle settimane a venire per stanare l’assessore alla Sanità Paolo Monferino e costringerlo una volta per tutte a convocare quel tavolo istituito per legge e intorno al quale dovranno sedersi esponenti della Città di Torino, Circoscrizione 8, Tavola Valdese e Regione per discutere sul destino della struttura di San Salvario. Perché non è più sostenibile mentire sul futuro dell’ospedale, perché, ed è qui il paradosso più grande, quello che sta facendo arrabbiare di più chi ha a cuore le sorti del presidio ultracentenario non è la contrarietà ad una decisione presa, ma bensì la totale assenza di decisioni precise, di informazioni certe, di una linea progettuale da dibattere. Senza dimenticare le continue e irritanti dichiarazioni rilasciate sui giornali da alcuni esponenti di vertice della sanità regionale, regolarmente smentite o contraddette da altre dichiarazioni.

Prima della pausa estiva, in una commissione circoscrizionale, il direttore amministrativo dell’Asl TO1, Fulvio Naresso, aveva affermato che l’ing. Monferino avrebbe presentato il piano progettuale sul Valdese entro settembre, convocando contestualmente il tavolo istituzionale. Settembre è passato, ma tutto ancora tace. Pochi giorni fa, però, Claudio Zanon, responsabile ARESS, in una riunione di servizio si sarebbe lasciato scappare, secondo quanto affermano diversi medici presenti all’incontro, che il presidio di via Pellico non ha nessun futuro perché destinato alla chiusura. L’interessato ha negato di avere mai pronunciato queste affermazioni, ma l’episodio non è altro che l’ennesima brutta pennellata lasciata su un quadro che in questo ultimo anno e mezzo ha presentato scenari di ridimensionamento e di trasformazione della struttura in luogo di lunga degenza, per poi sterzare sull’idea di un nosocomio che manterrebbe alcuni service in funzione e un reparto per la riabilitazione di alto livello, fino, appunto, all’ipotesi di chiusura totale. Mancano ormai meno di tre mesi alla fatidica data del 31 dicembre 2012, giorno in cui scadranno le convenzioni con il personale medico per il mantenimento dei servizi offerti dal Valdese. Il direttore Naretto, nella riunione a cui accennavamo prima, aveva tuttavia aggiunto che per il 2013 “grazie a dei passati accantonamenti, ci sarebbero i soldi per mantenere buona parte delle prestazioni mediche offerte oggi dall’ospedale”. Sarà, ma proprio per dare un taglio a questa confusione mediatica è ormai tempo che sul Valdese venga detta subito tutta le verità. (di Giovanni D’Amelio)

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Sezione: Sanità e Servizio Sociale

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