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Opera Pia Lotteri in liquidazione entro la fine dell’anno? Il privato è già pronto a subentrare

L’istituto di ricovero e di assistenza per anziani di via Villa della Regina costa alle casse regionali circa 40 mila euro al mese. Saranno dati all’esterno i servizi oggi garantiti dall’Asl To1.

L'incontro in Circoscrizione. Da destra: Paolo Giunta, Giovanni Bresciani - coordinatore IV commissione - e Carlo Di Giambattista

Lunedì 8 ottobre, mentre in Circoscrizione si svolgeva una commissione per fare il punto sulla situazione dell’Opera Pia Lotteri, in Consiglio Comunale veniva approvata una mozione, presentata dal gruppo PD, che chiede l’immediata revoca della delibera regionale che stabilisce la chiusura della struttura. Proprio questa delibera, infatti, entro la fine dell’anno potrebbe decretare la fine dell’Opera Pia Lotteri così come è stata fino ad ora, a totale favore del privato che, tramite bando, potrà gestirla secondo i criteri di mercato, sottraendo al pubblico, che comunque non ha più risorse economiche, la possibilità di avere a disposizione 110 posti letto in più. Ricordiamo che nel torinese sono più di 13 mila gli anziani non autosufficienti in lista d’attesa. Per rendere concreto il provvedimento, a metà settembre la Regione ha nominato Paolo Giunta commissario liquidatore dell’Opera Pia Lotteri. “Il mio compito – ha spiegato Giunta in Circoscrizione – è applicare la delibera, seguendo tre percorsi: individuare strutture che possano accogliere da subito alcuni ospiti dell’OPL (in totale 95 unità, ndr), verificare se gli stessi ospiti accettino di essere trasferiti in altri luoghi, tutelare il personale addetto che sarà trasferito in proporzione agli utenti che decideranno volontariamente di lasciare la residenza collinare”. Il neo commissario ha successivamente ripercorso per sommi capi la vicenda dell’Opera Pia Lotteri, che da anni si trascina in una gestione fallimentare che ha accumulato più di 14 milioni di debiti (ma c’è chi stima che il deficit si aggiri sui 18 milioni), contornata da procedimenti giudiziari che hanno reso più tortuosa la ricerca di possibili interventi. Lo sblocco degli immobili e il riconoscimento della regolarità della gara che ha sancito il passaggio di proprietà degli edifici, per 13,5 milioni di euro, al gruppo sanitario Villa Maria Hospital, sta accelerando le procedure affinché la Regione si tiri fuori da questa partita, aprendo un bando di assegnazione del servizio. Bando che quasi sicuramente, vista la proprietà degli immobili, si dovrebbe aggiudicare Villa Maria Hospital. E quasi da futuro gestore ha parlato nella commissione dell’8 ottobre Carlo Di Giambattista, amministratore delegato del gruppo con sede in Emilia Romagna. L’ad ha sottolineato l’importanza di riorganizzazione il servizio mirando a criteri standard di efficienza di una simile struttura, aggiungendo che è intenzione della sua azienda presentare un progetto che ampli la gamma di prestazioni oggi offerte, utilizzando anche gli immobili della vicina area Nasi. In buona sostanza le osservazioni espresse in sala da Giunta e da Di Giambattista sono state accolte con soddisfazione da Sergio Gonella, rappresentante dei familiari con parenti all’OPL.

Di tutt’altro avviso, invece, i sottoscrittori  della mozione comunale che oltre, appunto, a richiedere il ritiro della delibera regionale, impegna il Sindaco e la Giunta a tutelare l’interesse dei ricoverati, la qualità e la continuità assistenziale e i posti lavoro dei dipendenti pubblici e degli operatori delle cooperative di servizi. “Non sono accettabili riduzioni del numero di posti letto della rete cittadina delle RSA poiché è necessario ridurre le liste di attesa e far riavvicinare al proprio domicilio i numerosi anziani ricoverati lontano dalla Città” ha commentato la prima firmataria Lucia Centillo, la quale, però non ha spiegato che all’OPL i posti letto disponibili sono in aumento, ma che l’assessorato ai servizi socio – assistenziali non ha la copertura finanziaria per inserire nuovi utenti. (di Giovanni D’Amelio)

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Sezione: Sanità e Servizio Sociale

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