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Il cinema a luci rosse Maffei per tre giorni tra i suoni, le visioni e gli incontri di Babilonia Canta

La genialità del progetto sta nel tentativo di restituire alla cittadinanza un luogo dove tornare a offrire cultura, riscoprendo un teatro e la sua storia. Intervista a Luca Morino, ex Mau Mau, uno dei protagonisti della tre giorni (22, 23 e 24 novembre) che sosterrà l’idea.

Luca Morino

Tutto comincia con un disco, un disco nuovo da “inaugurare”, e dalla ricerca del luogo dove iniziare l’ascolto. Forse è il contrario, tutto potrebbe aver avuto inizio dal luogo. Vi stiamo raccontando di tre giorni di eventi e concerti che inizieranno giovedì 22 novembre e si concluderanno sabato 24 con il concerto finale di MorinoMigrante alias Luca Morino. La genialità dell’evento, tornando al dubbio iniziale, è il luogo. Certo, stiamo parlando di San Salvario, che Luca frequenta da anni e, magari, anche fonte d’ispirazione artistica, ma il luogo è un altro. E’ un cinema a luci rosse, il Maffei, prestato per l’occasione a un altro genere di “performance” artistica.

Luca, tre giorni intensi di eventi e tutti a San Salvario. E’ un atto d’amore verso il quartiere o è “solo” la location giusta? Affatto, la location anzi è per vari versi molto complicata… il fatto è che dopo aver pensato un po’ a come potevo proporre il mio nuovo album in città, dopo mesi e mesi di lavorazioni, ho scoperto che esisteva un luogo non molto conosciuto che ha però una grandissima storia, un teatro che esisteva già all’inizio del ‘900 e si trova nello stesso luogo in cui c’era il famoso teatro chiarella… 2.000 posti, Marinetti che faceva le sue serate futuriste, Louis Armstrong che vi suonò durante la guerra… tutto questo sembra completamente dimenticato, Torino in questo senso non ha ancora imparato a lucidare la propria storia e considerarla come valore anche economico… penso ad esempio alla Francia, alla Spagna…

Il titolo del disco è Vox Creola. Ho sentito una tua affermazione in un video su youtube: “il mondo è creolo… per forza”. Ma cosa diciamo a quelli che non sono consapevoli di essere creoli? Beh, è un vecchio discorso ormai… la purezza non esiste, è un concetto virtuale che è sempre stato usato tra l’altro per marcare differenze, per ferire piuttosto che arricchire… le “razze”, le lingue sono dei concetti teorici per esprimere realtà in continuo movimento, in continua trasformazione… sono forse “puri”, guardando in casa di altri, gli americani discendenti di scozzesi o gallesi che “difendono la propria terra” sparando ai messicani che tentano entrare negli usa affrontando il deserto dell’Arizona? E gli indiani nativi che dovrebbero dire allora?

Nel disco c’è il racconto, la bellissima Rumble in the jungle, dell’incontro tra Muhammad Alì (Cassius Clay) e George Foreman. Un omaggio all’Africa, al campione o diccelo tu? Alì  è stato un grande campione ma soprattutto un grande uomo, che ha pagato sulla sua pelle le scelte che ha fatto… per questo motivo rappresenta ancora oggi l’emblema della lotta contro la discriminazione razziale degli afroamericani, a suo modo lo si può paragonare a Malcolm X o Martin Luther King…nella parte di testo che ho aggiunto, oltre alla traduzione quasi letterale, ho voluto sottolineare i movimenti di piazza che hanno generato quella che è stata definita “primavera araba”… “quando la terra trema e l’onda si schianta, è un mare di cuori, un mare in rivolta…”…

Torniamo al luogo, anzi al teatro. Prima di tutto complimenti per l’omaggio a Sylvia Kristel da quelli della mia generazione, sperando non cominci un tormentone: la Kristel di sinistra e la Fenech di destra. Pensi davvero che l’utilizzo del Maffei, che ha una storia antica e gloriosa, possa provocare la rinascita del teatro e quindi essere riproposto come luogo di cultura o finisce tutto il 24 a mezzanotte? Emmanuelle è un film che ha segnato una svolta nei costumi del mondo occidentale, un cult movie che non va trattato come un qualsiasi film porno… proiettarlo in un cinema a luci rosse potrebbe addirittura contribuire a ricostruire la dignità di un luogo (un teatro storico) che purtroppo non fa più parte dall’immaginario collettivo dei torinesi…

Per concludere ti chiederei di parlarci degli artisti che collaboreranno e si esibiranno nella tre giorni che ci regali. Prima di tutto Federico Bianco, comico, cabarettista, conduttore e quant’altro che governerà gli ospiti durante tutte le serate di Babilonia canta… poi Esmeralda Sciascia, cantante genovese dalla grande personalit; Fankam, giovane rapper del Camerun e torinese ormai da anni; Maya Giglio, bellissima voce della soulful orchestra; Ramon Moro, trombettista di grande sensibilità; Anita Racca, musicista a 360° componente delle Yavanna; Kamod Raj, musicista e cantante indiano ormai da qualche anno in italia; Cristina Zavalloni, splendida voce che spazia dal jazz alla contemporanea e per finire i musicisti che mi accompagnano nel “combo luminoso”, Fabrizio Viscardi, Beatrice Zanin, Gianluca Cato Senatore, Yehudi Canalìa, Michele Pachelo Tosco…

Il 24 novembre non sarà solo un concerto di presentazione del nuovo album, ma ci saranno anche vari ospiti a sorpresa. Programma Babilonia Canta. Vi ricordiamo che l’ingresso è gratuito, ma occorre fare una prenotazione inviando una mail all’indirizzo babiloniacanta@gmail.com (di Augusto Montaruli)

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Sezione: News

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