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Vendesi Pronto Soccorso

Ho qualche debituccio. La crisi ha colpito duro anche le mie finanze. Per fortuna i miei genitori erano stati capaci, con tanti sacrifici, di mettere da parte qualcosa e trasformarlo in un monolocale al mare dove passo le mie vacanze senza dover pagare gli esosi affitti che altrimenti dovrei sborsare o, anche peggio gli impossibili prezzi degli alberghi. Ma adesso sono obbligato a vendere il monolocale altrimenti non ce la farò più ad andare avanti. Pagherò i miei debiti ma… non andrò più in vacanza. Non potrei permettermelo. Però cosa volete che ci faccia, ho visto che anche la Regione Piemonte vuol far la stessa cosa. Vuole pagare i debiti della Sanità vendendo gli ospedali piemontesi. Avrete subito pensato che con i soldi ricavati, o almeno con una parte, si costruiscano nuovi ospedali. Invece no. Se va bene quei soldi basteranno per pagare l’affitto degli ospedali per non più di 7 o 8 anni. Già, perché  mica vendono gli ospedali per chiuderli, ma per affittarli. Geniale vero? Sono curioso di vedere gli annunci: VENDESI OSPEDALE, 300.000 mq. Ottima esposizione, parcheggio interno, 250 bagni, mensa, cucina, Classe energetica G. Da ristrutturare. Già mi vedo però un ufficiale giudiziario che entra in sala operatoria mentre il mio amico Salizzoni sta trapiantando un fegato e gli consegna lo sfratto per morosità. Si sa che con i tempi di pagamento della Pubblica Amministrazione il rischio é anche questo. Per questo qualche idea si potrebbe prendere dalle esperienze passate. A Cave in provincia di Roma, nel 1909 venne realizzato un ambulatorio medico-chirurgico per il pronto soccorso con i proventi di una lotteria patrocinata dal Presidente del Consiglio dei Ministri Giovanni Giolitti. L’ospedale aveva anche il compito di distribuire gratuitamente le medicine ai poveri del luogo.  Premesso che sono disposto a continuare a pagare il ticket sui farmaci, per favore, non vendete quello che i nostri vecchi ci hanno lasciato.

Claudio Mellana

(Notiziario di CIPES Piemonte)

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