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La città invisibile di Opportunanda, uno spazio di tregua per chi è senza dimora

Nel centro diurno di via Sant’Anselmo passano circa 300 persone al giorno, il 70% è di nazionalità straniera; si offre la colazione e si cerca di socializzare e soprattutto di ascoltare.

Adesso è in pensione, con il minimo, e vive in una casa popolare. Gli trovarono da fare le pulizie in un dormitorio, proprio quello in cui dormiva dopo aver passato tre mesi a rifugiarsi di notte alle Molinette.  Prima faceva l’imprenditore, la sua azienda dava da lavorare a 35 persone. Se sei straniero, devi rinnovare periodicamente il permesso di soggiorno, ma hai perso il lavoro, i 200 euro da pagare non li hai più. E sei disperato. Se sei straniero è complicato ammalarsi, se non hai i soldi per il ticket. Il possesso della partita IVA non ti esenta dal pagare il ticket, anche se sei disoccupato. Allora vai al pronto soccorso, ti curano e ti mandano via con la ricetta per le medicine, ma non hai i soldi e non ti curi. Storie quotidiane, come tante, che ci ha raccontato Giacomina Tagliaferri referente di Opportunanda. Giacomina ci dice che la crisi ha reso vulnerabili le persone, le difficoltà economiche incidono anche sugli affetti e mettono a rischio i rapporti familiari. Vanifica il lavoro di reinserimento delle persone in difficoltà nelle cooperative. In crisi anche loro. Le scelte industriali della FIAT e la crisi del comparto auto hanno effetti a cascata sull’indotto che sono drammatici. “E noi – lamenta Giacomina – siamo con l’acqua alla gola, i finanziamenti sono scarsissimi”.

Nel centro diurno di via Sant’Anselmo passano 300 persone al giorno, il 70% straniere; si offre la colazione e si cerca di socializzare e soprattutto di ascoltare. Giacomina lo definisce un luogo di riparo di tregua per chi è senza dimora. “E per piacere non pensate alla visione romantica del clochard”. Ogni giorno nei locali di via Sant’Anselmo si consumano 40 litri di latte, 14.600 litri in un anno. E ancora 3 kg di caffè al giorno, 25 bustine di tè, 18 kg di biscotti, 10 di zucchero. Per tacere dell’impegno dei volontari, della luce elettrica, del gas e del riscaldamento. In questi numeri drammatici la fotografia dell’associazione, che nasce nel 1994 come giornale dei senza dimora “La città invisibile”, sull’onda di altri nati in quel periodo come “Piazza grande” di Bologna. Si costituisce l’associazione per ricevere i fondi che una volta esauriti provocano la chiusura del giornale. Chiusura che dà vita a un’altra avventura che inizia con l’emergenza freddo del ’95. Parte la gestione di un progetto innovativo che supera il concetto del dormitorio, quindi del temporaneo, passando alla convivenza in alloggio. Adesso sono tre gli alloggi gestiti e uno è in San Salvario abitato da sole donne. Opportunanda è anche altro, è laboratorio di cucito, è sportello legale, è giocare a scacchi, guardare la tv, un film, leggere. E’, molto gradito, laboratorio di cucina. Ogni quindici giorni si prepara una cena per 40/60 commensali che è quasi una gara, garbata e divertente, tra i sapori del mondo. E si scopre che come lo fanno in Sicilia lo fanno in Tunisia. O giù di lì. “Oltre il bisogno, quello elementare, c’è anche altro. C’è la necessita di condividere, di conoscerci per far emergere le competenze umane e professionali. Insomma abbiamo bisogno di umanità”. A queste parole di Giacomina non aggiungiamo altro, solo la nostra disponibilità a esserci e un grazie. Sincero e dovuto. (di Augusto Montaruli)

Associazione Opportunanda, via Sant’Anselmo 21 – Centro Diurno: via Sant’Anselmo 28  Tel/Fax 011.6507306 segreteria@opportunanda.it www.opportunanda.it

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Sezione: Sanità e Servizio Sociale

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