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Commercio di prossimità/9: “Recuperare l’invenduto per aiutare chi ha bisogno”

Con il commento finale dell’assessore al Commercio della Città di Torino, Giuliana Tedesco, chiudiamo il nostro reportage sui negozi di prossimità e sulle abitudini dei consumatori in questo difficile momento congiunturale di crisi.

L'assessore al Commercio, Giuliana Tedesco

Dopo aver focalizzato l’attenzione su un campione di 8 tipi di attività commerciali presenti sul territorio, riassumiamo con qualche considerazione quanto emerso in questi incontri. Le uniche attività che resistono, anzi sembrano non soffrire il momento economico, sono un supermercato di zona e un negozio che propone prodotti e stili ecosostenibili. Da una parte, nel caso del supermercato, è la flessibilità dei contratti di lavoro, che facilita orari prolungati (fino alle 22:00) e aperture nei giorni festivi, unita alla gamma dei prodotti di fascia bassa che consentono di supplire l’inevitabile calo dei marchi di qualità, oltre alla messa in commercio di generi alimentari etnici che soddisfano una fetta importante di residenti. La proposta ecosostenibile invece punta a consolidare una clientela, molto presente in San Salvario, sensibile al cambiamento degli stili di vita e quindi degli acquisti. Non solo, la proposta dello sfuso consente anche una rateizzazione della spesa e consumi mirati cui stanno adeguandosi anche cittadini meno sensibili alle pratiche di sostenibilità e più, per ragioni di reddito, al portafogli. Soffrono, e molto, le attività tradizionali, i cittadini hanno drasticamente diminuito le spese, per esempio, sull’abbigliamento e sui giornali e persino sul pane, dove la scelta si orienta sul tipo comune e se si acquistano grissini, si rinuncia al pane. Per quest’attività il calo è stimato, dagli esercenti, intorno al 30/35% e ha comportato una riduzione importante del personale, in alcuni casi passato a regime di part time. Preoccupante infine la nostra visita in farmacia: gli acquisti di medicinali si concentrano a fine e inizio mese, tra stipendio e pensione. Aumentano le esenzioni da ticket a dimostrazione dello stato in cui versa una consistente fascia di popolazione, e questo non riguarda solo anziani con pensioni sociali ma anche giovani coppie o cassa integrati e disoccupati. Se è inevitabile cambiare la proposta commerciale adeguandola a un nuovo modello sociale, orari e sostenibilità ambientale, è anche vero che senza una politica occupazionale e di sostegno al reddito la crisi costringerà, come già sta avvenendo, un buon numero di esercizi commerciali a chiudere i battenti. Aggiungiamo che insieme al sostegno economico e alla politica occupazionale sarebbe utile cogliere quanto di positivo emerge nel cambiamento degli stili investendo nell’educazione alimentare e nella lotta agli sprechi. (di Augusto Montaruli)

Le dichiarazioni dell’assessore Tedesco – “L’inchiesta conferma il momento di grande sofferenza del Paese e del settore del commercio, ed è in linea con le analisi di scala più vasta effettuate da Ascom e Confesercenti. Questa situazione di grande difficoltà, causata dalla crisi internazionale, non ha trovato risposta nei provvedimenti del precedente governo che, anzi, ha scommesso su un ulteriore percorso di liberalizzazione di orari ed aperture che non ha prodotto l’effetto espansivo sperato. Le competenze regolatorie delle amministrazioni locali sono molto ridotte, ma alcune “buone pratiche” che hanno riscosso devono e possono essere replicate: penso ad esempio alle pedonalizzazioni, ad un’offerta culturale di qualità che dalle zone centrali interessi sempre più le zone limitrofe e periferiche, a progetti di recupero dell’invenduto che sappiano al tempo stesso rafforzare il legame degli esercizi di prossimità con il proprio territorio e aiutino le persone bisognose. L’assessorato è, inoltre, impegnato in una vasta attività di rivitalizzazione dei mercati urbani (lo spostamento recente del mercato di piazza Nizza ne è un esempio) che ha l’obiettivo di valorizzare e difendere il commercio di vicinato come sistema in grado di competere con la grande distribuzione”.

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Sezione: Lavoro e commercio

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