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L’ospedale che non c’è più: il 3 giugno si riunisce la Commissione consultiva per il Valdese

La chiusura dell’ospedale di via Pellico è stata fissata dalla Regione per il 30 giugno. Totale incertezza sul futuro utilizzo della struttura. Non è esclusa la sua vendita al privato.

Il Presidente della Circoscrizione 8 Maro Cornelio Levi

o“Oramai il Valdese non è più un ospedale, è stato svuotato di quasi tutto. Rimangono in funzione poche cose, tra macchinari e strumentazioni in attesa di trasferimento”. Il Presidente della Circoscrizione 8, Mario Cornelio Levi, mestamente fa il quadro della situazione in cui è ridotto l’Evangelico di via Pellico, o forse sarebbe meglio dire l’ex Evangelico. “Dopo tanto insistere – prosegue Levi – è stata fissata per il 3 giugno, alle ore 16, la convocazione della Commissione consultiva prevista dall’accordo con cui la Chiesa valdese aveva ceduto le strutture alla Regione. Ironia della sorte pochi giorni prima della chiusura del presidio, annunciata per il 30 giugno, ma c’è chi parla che il Valdese chiuderà ancora prima”. In base a questo protocollo d’intesa ogni variazione sostanziale sull’uso del nosocomio doveva essere discusso di concerto tra la Tavola Valdese, il Comune di Torino, la Circoscrizione 8 e naturalmente la Regione. Così non è stato, nel senso che prima il governatore Cota e la sua giunta hanno preso e applicato le loro decisioni e solo a lavoro quasi ultimato, per puro formalismo del rispetto delle leggi, hanno pensato di riunire la Commissione. Un rispetto delle leggi che cozza anche con la delibera del piano sanitario regionale approvato dal consiglio di Palazzo Lascaris e che specificatamente sul Valdese prevedeva una sua riconversione e non i lucchetti. Su questo aspetto di non poco conto sta però concentrando l’attenzione la battagliera Carla Diamanti, rappresentante del movimento Mettiamoci le Tette, che proprio in questi giorni sta presentando un ricorso al TAR contro la soppressione dell’ospedale.

Ritornando alla Commissione, durante l’incontro del 3 giugno la Regione dovrà dare tante risposte. A partire dal perché si è voluto smontare e far morire un’eccellenza sanitaria che di efficienza e risparmio aveva fatto il suo credo. “Il neo assessore Ugo Cavallera e il suo staff – aggiunge ancora Levi – dovranno chiarire tanti dubbi, ma anche valutare una proposta che proporremo al tavolo: sostituire le attività ospedaliere con tutta una serie di prestazioni ambulatoriali e di medicina riabilitativa che possano ridare un senso alla struttura nel bene e nell’interesse dei cittadini”. Una proposta, cioè che vada a “riempire” nuovamente un luogo che ha fatto la storia non solo nel quartiere, ma nel Piemonte, e che vada a contrastare l’ipotesi di vendita dell’immobile ai privati. Una possibilità concreta, che ogni giorno che passa diventa sempre più plausibile. (di Giovanni D’Amelio)

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Sezione: Sanità e Servizio Sociale

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