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Tomato Backpackers Hotel, per i viaggiatori con zaino in spalla che arrivano dall’estero

Di turisti all’albergo Moderno ne giravano pochi, le sue stanze ospitavano incontri più o meno  “piacevoli”. Accadeva in via Pellico fino al 2011, tra una chiusura obbligata e l’altra.

Una stanza del Tomato Backpackers Hotel

L’intuizione è di Tommaso, giovane viaggiatore, solitario o al seguito dei genitori, molto curioso.  Giovane, ma con tanta esperienza accumulata nel tempo. Così, due anni fa, decide di trasformare il “vecchio” albergo Moderno di via Silvio Pellico, un posto frequentato quasi esclusivamente per incontri più o meno  “piacevoli”, in un hotel per backpackers (viaggiatori con zaino in spalla): il Tomato Backpackers Hotel.  L’impresa di Tommaso nasce grazie a risparmi personali e altri fondi e anche al programma MIP (Mettersi in Proprio) del Comune di Torino e con il tutoraggio in fase di business plan della Provincia. Il Tomato è una via di mezzo tra il piccolo hotel e un ostello. Infatti, insieme alla possibilità di prenotare un letto da condividere con altri, la struttura offre i servizi in camera, il wifi, bookcrossing e guide turistiche a disposizione oltre alla possibilità di prepararsi una piccola colazione. Per quella completa c’è la convenzione con il vicino TeaPot. La gamma delle stanze comprende singole, doppie e triple. In arrivo le quadruple. I prezzi sono da ostello, si va dai 36/38 euro la singola ai 22/24 euro per la tripla. Interessante la provenienza degli ospiti, moltissimi arrivano dall’estero, soprattutto i giovani studenti che pernottano in occasione di convegni e stage organizzati dalle Università. Recentemente il Tomato ha ospitato studenti danesi, californiani e parigini della Sorbona. Questi ultimi erano a Torino per uno studio su San Salvario e torneranno a breve. Non solo giovani gli ospiti: il luogo è gradito anche da cinquanta e sessantenni. Buona la convivenza con i vicini, sicuramente un salto di qualità e tranquillità rispetto al “vecchio” Moderno e funziona anche la collaborazione con i B&B di zona cui passare gli over booking, il Tomato non scende mai sotto l’80% di copertura delle camere. Previsto il pieno in occasione dei prossimi Master World Game. I due dipendenti, con i quali Tommaso ha impostato una gestione condivisa, sono giovani con meno di trent’anni. L’idea di Tommaso è stata vera e propria riqualificazione creando una struttura ricettiva che si sposa con le caratteristiche del quartiere che la ospita e che dovrebbe, a nostro parere, trovare repliche. La scommessa di San Salvario, ne siamo convinti, è la vocazione turistica che possa attrarre giovani e turismo di qualità. Il sogno di Tommaso è esportare il Tomato a Genova, città che ama. Ha tutto il tempo per realizzarlo e siamo certi che lo realizzerà. Ci resta, per ora, la curiosità di sapere come chiamerà il backpackers genovese. (di Augusto Montaruli)

Per saperne di più: www.tomato.to.it

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Sezione: Lavoro e commercio

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