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Torino Esposizioni, dai fasti delle Olimpiadi invernali del 2006 alla decadenza odierna

Oggetto di recenti furti e danneggiamenti, l’ex Salone dell’Automobile da oltre sei mesi è totalmente inutilizzato. Per ripristinare e rendere nuovamente funzionante la struttura serve oltre un milione di euro, un “investimento” che non interessa ai privati.

L'interno di Torino Esposizioni

Un’interpellanza presentata qualche mese fa dal gruppo di opposizione del PDL, ai tempi della scoperta delle razzie di rame all’interno dell’edificio, ha permesso ai consiglieri della Circoscrizione, e ad alcuni cittadini che hanno partecipato ieri alla commissione Urbanistica, di visitare il complesso architettonico di corso Massimo D’Azeglio. E lo spettacolo a cui i presenti hanno assistito non è stato dei più gradevoli: guaine e cavi sparsi sul pavimento, larghi tratti di cartongesso distrutto, vetri rotti, spogliatoi in rovina, sporcizia ovunque. I tecnici comunali che hanno guidato il “giro” hanno spiegato che dalla Mostra sui Dinosauri, durata fino ad ottobre 2012, e di cui all’interno dei saloni deserti si possono ancora trovare i manifesti pubblicitari, e dalla settimana del Movement Music Festival (27 ottobre – 3 novembre 2012), i locali di Torino Esposizioni non sono più stati utilizzati. Colpa soprattutto dei costi proibitivi legati al riscaldamento dello spazio. Ora ci inoltriamo nella bella stagione, ma la già scarsa domanda di uso da parte dei privati è scoraggiata dal fatto che in diversi saloni deve essere ripristinato completamente l’impianto elettrico. Il Comune non ha le risorse per farlo, mentre per gli imprenditori diventa un investimento oneroso se non si ragiona su un’apertura quotidiana e pluriennale per far rivivere l’edificio. Ad agosto, l’ex Palaghiaccio, dovrebbe essere utilizzato dagli organizzatori dei Word Master Games per accogliere gli atleti che parteciperanno alla competizione. Una manciata di giorni in tutto, comunque, sempre che non si decida, e qualche voce in merito si è già sentita, di spostare tutto altrove.

Qualche mese fa si era parlato di trasferire temporaneamente la Biblioteca Centrale di Torino a Palazzo Esposizioni, il tempo necessario per apportare i lavori di ristrutturazione in via della Cittadella. Ma il riscaldamento costa, si stima una spesa mensile di circa trenta – quarantamila euro, e per ora tutto è fermo. La Circoscrizione ha più volte chiesto, anche tramite ordini del giorno, di ripensare in maniera corale la destinazione delle opere presenti in zona, includendo anche il vicino parcheggio del V Padiglione, destinato più ad ospitare urne elettorali e Natale in Giostra che autovetture. Ma fino ad ora nessuna risposta è giunta dal destinatario. (di Giovanni D’Amelio)

UN PO’ DI STORIA – Nato con il nome di Palazzo della Moda, Torino Esposizioni è un complesso fieristico di oltre 12.500 mq progettato da Ettore Sottsass nel 1938, con la collaborazione di Pier Luigi Nervi. Tra il 1950 e il 1960 la struttura subì alcune trasformazioni come la sostituzione del grande padiglione centrale con un salone absidato e una nuova copertura. Molto utilizzato negli anni Sessanta e Settanta, l’edificio diventa la sede del Salone dell’Automobile di Torino e di numerosi altri eventi fieristici. A partire dal 1989, l’attività fieristica della città si trasferisce al Lingotto e così parte della struttura viene utilizzata come sede didattica dell’Università, mentre una parte dell’ampio Padiglione Giovanni Agnelli dal 2001 diventa il Palaghiaccio. Nel 2006, in occasione dei XX Giochi olimpici invernali l’edificio ha ospitato un impianto di hockey su ghiaccio.

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Sezione: Politica ed Amministrazione

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