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Intervista all’architetto Giorgio Rosental: “Senza macchine le strade sono ancora più belle”

Iniziamo con questo articolo una serie di incontri con alcuni architetti che vivono in Circoscrizione. Per capire meglio quali sono le vocazioni “fisiche” dei quartieri.

L'architetto Giorgio Rosental

In Circoscrizione sono molti i temi di cui si discute, anche animatamente e in qualche caso raccogliendo firme o costituendo comitati. La nostra sensazione però è che manchi, o meglio, non è sufficientemente approfondita, una discussione che aiuti a definire la vocazione del quartiere partendo dalle sue caratteristiche che lo rendono in qualche modo unico. Pedonalizzazioni, piste ciclabili, parcheggi sono all’ordine del giorno per quanto riguarda la mobilità e la viabilità. Ruota panoramica e Torino Esposizioni scaldano animi e visioni sull’area del Valentino. La cosiddetta movida con i suoi eccessi rischia di snaturare un territorio e di riportarlo a tempi e a guerre che non vorremmo più vedere. Per facilitare una discussione che vada verso una visione complessiva del territorio, abbiamo pensato di fare un “giro” tra gli architetti, sono molti da noi, che insegnano presso il dipartimento di Architettura, hanno studio o risiedono nel quartiere. L’idea ci è venuta girando tra i cortili aperti grazie all’evento “San Salvario ha un cuore verde”. Uno dei cortili visitati è in via San Pio V, a pochi metri dal tempio ebraico, sede dello studio dell’architetto Giorgio Rosental che in quei giorni ospitava, tra tecnigrafi e progetti, le bellissime fotografie di Zoltan Nagy. La nostra raccolta d’idee e di opinioni la iniziamo, ricambiando l’ospitalità, proprio da Rosental. Le domande le andremo a proporre ad altri architetti e poi pubblicheremo una sintesi delle interviste.

Architetto, con quali criteri, secondo lei, si dovrebbero progettare in un quartiere come San Salvario le pedonalizzazioni? Aggiungiamo che alcuni vorrebbero corso Marconi pedonalizzato, ma c’è discussione, oltre che sull’ormai famoso parcheggio sotterraneo, su cosa pedonalizzare: il centro del viale o i controviali. Altri invece vorrebbero pedonalizzare le vie nel cuore del quartiere. Naturalmente non mancano le resistenze di chi non vuole sentirne parlare e chiede più posti per le auto.

Io credo e ho sempre creduto nella pedonalizzazione delle aree del centro; la città non è stata costruita per le macchine! E’ necessario oggi che il Comune adotti una politica di graduale pedonalizzazione. Vi ricordate sicuramente le discussioni per la pedonalizzazione di via Garibaldi, di piazza San Carlo e di via Carlo Alberto per citare solo le più famose! E vi ricordate anche la soddisfazione di tutti, commercianti compresi, quando dopo un po’ si sono visti i risultati. Le macchine per di più appestano l’aria; usiamole pure ma facciamo in modo di non deturpare il paesaggio urbano: le strade senza macchine sono anche più belle!

Torino è una delle città che per prima ha realizzato piste ciclabili, nelle aree verdi e lungo le sponde del Po. Come si pensano le piste ciclabili in un contesto urbano denso di popolazione e di autovetture, ma che sta vedendo un grande utilizzo del mezzo a due ruote?

Ricordo venticinque anni fa a Stoccarda c’erano già tutte piste ciclabili nella città. L’uso della bicicletta è certamente ottimale; occorre però prevedere parcheggi anche per loro, rastrelliere, posti dove metterle sennò ce le ritroviamo attaccate ai pali della sosta o alle inferriate, Ricordo anche la campagna che abbiamo fatto con l’ex assessore all’Ambiente, Roberto Tricarico, per il Po Pulito! E c’eravamo quasi riusciti!

E lì, inutilizzato, Torino Esposizioni a ricordare una Torino che non c’è più. Si è parlato di un utilizzo temporaneo come sede provvisoria della biblioteca civica, ma i costi non lo consentirebbero. Come si potrebbe rigenerare la struttura rendendola compatibile con le caratteristiche del parco e del quartiere che la ospita?

L’abbandono degli edifici è quanto di peggio si possa pensare per il degrado di una città; è assolutamente necessario provvedere ad un uso, qualsiasi, di tutti gli edifici dismessi; la biblioteca civica potrebbe andarci definitivamente, non solo provvisoriamente. La TGB (la Tres Grande Bibliotheque, ndr) di Parigi, tutta di vetro, è stata schermata perché la luce rovinava i libri! Quindi Torino Esposzioni potrebbe, con il padiglione di Morandi, servire allo scopo e anzi perché non usare Torino Esposizioni come centro di cultura, di gioco, di sport?

La cosiddetta movida o malamovida, sta creando non pochi problemi, prima fra tutti un’insofferenza agli eccessi del fenomeno (risse, schiamazzi, occupazione di spazi e altro ancora) che pregiudicherebbe la sostenibilità e vivibilità.

Ieri sera ero a mangiare un boccone in un ristorante di via Galliari e mi ha reso felice questo movimento di persone in San Salvario, cosa inimmaginabile vent’anni fa. Però, da maturo, vecchio cittadino, mi domando solo dove è finita l’educazione! Quello che è intollerabile è lo schiamazzo per lo schiamazzo e il volume alto di voci e musica che non sono voci e non è musica, ma solo fastidioso rumore e tanta maleducazione

Architetto, cosa pensa della bellezza. Proviamo a spiegare, pensa che un luogo bello da vedere possa essere “rispettato” e aiuti una convivenza più civile?

Cosa penso della bellezza. E tutta la vita che ci penso! Ho cercato e cerco di fare della buona architettura, della bella architettura. Mio padre, architetto anche lui, soprattutto lui, mi suggeriva sempre di coprire le facciate con tante piante verdi che erano l’unica cosa veramente bella; se la casa era bella meglio ma se veniva male era meglio se era nascosta. Sul concetto del bello si torna ad un concetto di tutto tondo: E’ posta bene la domanda: il rispetto, l’educazione, il rapportarsi con il prossimo in modo corretto e sincero, la convivenza civile sono alcune caratteristiche della bellezza. Non pensate che questi ultimi anni di sguaiatezza politica abbiano fatto dei danni irreparabili? Non pensate che forse occorrerebbe iniziare da capo con un’educazione nelle scuole dagli asili alle primarie per ricominciare a insegnare il bello. La scuola Bay funziona bene, dunque si può!

Se vuole, può chiudere il nostro incontro con un suo suggerimento alla politica o a chi desidera.

Parlano tutti di semplificazione ma credo che nessuno sappia davvero cosa vuol dire: propongo che si rivolgano alle persone normali che vanno alla posta, che frequentano gli uffici pubblici del Comune, che devono chiedere un permesso edilizio o di suolo pubblico e che stiano a sentire! Semplificare la vita del cittadino che sia davvero cittadino, con tutti i problemi che per altro ci sono, e non suddito. (intervista eseguita da Augusto Montaruli)

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Sezione: Viabilità e Arredo urbano

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