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La petizione sulle mense scolastiche promossa dal Coogen Torino è partita da corso Marconi

Tre quesiti all’amministrazione comunale per avere risposte sui costi del servizio, sulla qualità del cibo, sui risparmi economici previsti con l’introduzione del Borsellino Elettronico.

Il banchetto per la raccolta firme in corso Marconi

Nel pomeriggio di ieri, martedì 19 novembre, davanti alla scuola Manzoni di corso Marconi è stato allestito un banchetto per la raccogliere firme a sostegno della petizione lanciata dal Coogen, coordinamento dei genitori di Torino, con il sostegno dell’associazione Manzoni People, sul tema scottante delle mense scolastiche. A dare informazioni sull’iniziativa c’erano Giovanna Garrone del Coogen e Barbara Lagattola, membro della commissione mensa della scuola Rainery. La petizione in quetione, che si compone di tre quesiti rivolti all’amministrazione comunale, mira a raggiungere quota 300 firme e quindi la possibilità di richiedere il diritto di tribuna a Palazzo Civico, dove, i primi 3 firmatari del documento, saranno ascoltati da una apposita commissione. I tre quesiti, in sostanza, riguardano i costi del servizio a carico delle famiglie, la qualità, e quantità del cibo, i tempi di consegna dei pasti e dell’ammontare dei risparmi che l’amministrazione beneficerà con l’introduzione del nuovo sistema di pagamento del Borsellino Elettronico.

Le 3 domande della petizione1) Secondo i dati forniti dall’amministrazione il costo per il Comune
corrisposto alla ditta fornitrice è di 4,47 IVA inclusa a cui si aggiunge 1,80 di costi di gestione del servizio (per un totale di euro 6,27). La tariffa massima pagata dalle famiglie è però di 7,10 euro a pasto pagati alle scuole medie, di 6,68 nelle scuole elementari 6,95 euro per le scuole di infanzia. Come spiegate la differenza tra il costo del pasto per il comune e la tariffa piena per le famiglie? Vorremmo anche capire se il criterio della progressività delle tariffe, che riteniamo criterio indiscutibilmente corretto, implica che le tariffe chieste alle fasce Isee più elevate servano a compensare parzialmente il costo non coperto dalle tariffe delle fasce Isee più basse; 2) Dall’introduzione del nuovo appalto sono stati segnalati numerosi disservizi in termini di qualità,quantità e puntualità di consegna dei pasti e delle derrate. Chiediamo quali siano le modalità di controllo della qualità e la modalità di verifica del rispetto
degli orari di consegna e i risultati di tale verifica sulla qualità, la quantità e gli orari di consegna. Ci risulta una riduzione del personale di cucina. Potete comunicare quanti sono gli impiegati attuali in questo servizio e quanti erano lo scorso anno? Che impatto ha sulla qualità del servizio l’eventuale diminuzione?; 3) Il nuovo appalto di fornitura comporta un risparmio per il Comune del 10% del costo unitario del pasto. Un ulteriore risparmio è consentito dall’introduzione del nuovo sistema di pagamento, il Borsellino elettronico, che permette di evitare
la spedizione di circa 500.000 bollettini postali. A quanto ammonta il risparmio per il Comune rispetto allo scorso anno? Come verrà impiegata la somma risparmiata? Chiediamo che tali risparmi vengano reinvestiti nei servizi educativi, ad esempio per garantire il sostegno o le sostituzioni di personale.

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Sezione: Cultura, scuola e sport

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