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Capitani, il Congresso Mondiale di Architettura del Paesaggio 2016 e la Circoscrizione 8

L'architetto Capitani con il Sindaco Piero Fassino

Terminiamo i nostri incontri con un architetto che, diversamente da chi abbiamo intervistato in precedenza, non risiede o opera sul nostro territorio, ma c’è una ragione speciale.

Ferruccio Capitani, Consigliere Nazionale dell’AIAPP (Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio) e funzionario della Città di Torino, è stato uno degli artefici della candidatura che, discussa a Cape Town, ha portato a scegliere la nostra città quale sede del Congresso Mondiale di Architettura del Paesaggio nel 2016. Una scelta importante per la città e alla quale vorremo e dovremmo, istituzioni e associazioni, collaborare con progetti e iniziative. Prima di approfondire l’argomento gli chiediamo un contributo d’idee sui temi che abbiamo sottoposto ai colleghi che l’hanno preceduto.

Partiamo da un tema sensibile: pedonalizzazione e piste ciclabili. Pedonalizzazioni (andare a piedi) e piste ciclabili (pedalare) non sono gli obiettivi da raggiungere, piuttosto devono diventare la conseguenza naturale di un obiettivo più alto quale è la costruzione di un percorso di cambiamento culturale. Non una costrizione: uso la bici perché sono obbligato a farlo o solo perché mi conviene economicamente. Le scelte devono essere consapevoli e condivise.

Come si possono gestire i diversi modi di muoversi? Tutte le modalità di spostamento devono convivere e collaborare, rispettandosi condividendo spazi e facendo staffetta: dall’auto passo al treno e dal treno alla bici. Condividere gli spazi vuol dire andare piano, moderare la velocità. Lo hanno fatto a Parigi, dove non si possono più superare i 30 km orari, declassando anche alcune arterie principali. Lo attuano in altre città europee.

Non c’è il rischio di allungare i tempi di trasferimento? Non è detto, andare piano non significa necessariamente metterci più tempo se contemporaneamente gestiamo bene la convivenza e gli spazi e rendiamo il traffico più fluido.

L’arredo urbano può aiutare ad attenuare i problemi degli eccessi legati alla movida? Certamente aiuta, è però fondamentale avere chiari gli obiettivi. L’arredo urbano è parte della realtà complessa su cui è chiamato ad intervenire e a confrontarsi: mi piace portare come esempio il costruendo Parco di Spina 4, localizzato in un’area ambientalmente e storicamente difficile, perché è stato realizzato da un gruppo di lavoro dove, nel progetto, con architetti ed agronomi hanno interagito dall’ingegnere ambientale all’agronomo, dall’impiantista ad un’antropologa. Questo dimostra la complessità del lavoro che deve tener conto del contesto sociale, di come si è modificato e come si potrà modificare in futuro. I residenti e gli ospiti di un quartiere devono potersi identificare e comprendere facendolo proprio il territorio in cui vivono. È inevitabile attraversare periodi di assestamento, ma non si deve nemmeno dimenticare quale realtà precedeva l’attuale.

L’arredo urbano quindi deve essere utile, compreso, identificabile e anche bello? Quanto aiuta la bellezza a rendere migliore un territorio? La bellezza aiuta certamente. Una casa restaurata bene, una piazza ospitale, gli alberi ben curati di un parco ci fanno stare meglio. La bellezza però non è un valore assoluto, le sensibilità sono diverse. Inoltre la bellezza è un concetto che non è fermo, la ricerca della stessa è in continuo movimento, ed è forse una meta irraggiungibile. Tuttavia, non fosse stato così da sempre, non ci saremmo evoluti, almeno artisticamente.

A proposito di bellezza, il parco del Valentino ospita un capolavoro dell’architettura inutilizzato, Torino Esposizioni. Una delle ipotesi di utilizzo, fondi permettendo, è farne la nuova sede della Biblioteca Civica. Torino Esposizioni è certamente da riutilizzare a pieno. Concordo, sarebbe anche una sede ideale per la biblioteca civica. Dico anche perché potrebbe diventare la sede in cui parlare di paesaggio vedendolo da un luogo privilegiato. Un’opera architettonica di grande valore, il parco, il fiume, i quartieri adiacenti sono elementi che darebbero valore e significato alla scelta magari con una biblioteca specialistica.

Il paesaggio ci porta al convegno del 2016, e allora chiariamo subito, per evitare equivoci, il concetto di paesaggio. Il paesaggio è ciò che vivi, vedi e abiti. I parchi, i giardini, le aree fluviali, gli alberi, ma anche le case, le vie e le piazze, l’arredo urbano e gli stessi cittadini fanno parte del paesaggio. Proprio per questo la nostra associazione, l’AIAPP, alla quale sono iscritti architetti, agronomi e forestali, ora sta lavorando per accogliere al suo interno altre figure professionali come giornalisti, scrittori, artisti, antropologhi per dirne alcune. Il Congresso Mondiale sarà occasione per riflettere sui Paesaggi ma anche per proporre azioni di educazione, progettazione, gestione dei Paesaggi.

Il Congresso Mondiale coinvolgerà anche i territori? Ci aspettiamo e solleciteremo iniziative e progetti che andranno pensati e proposti nei prossimi mesi. I territori saranno coinvolti nel percorso di preparazione e di realizzazione dell’evento.

Accogliamo con molto piacere l’invito, come Ottoinforma e anche come istituzione di cui questo giornale è voce. Con noi, ne siamo certi, anche le associazioni del territorio. (di Augusto Montaruli)

Chi è Ferruccio Capitani – Torinese, maturità artistica, laurea in Architettura con “Il Po a Torino, il progetto di una parte: l’isola del fiume, l’isola nella città”, 1988, parco urbano fluviale cittadino fra collina ed espansione barocca, recupero ambientale ex zoo Parco Michelotti, con cui ha vinto il primo premio al Concorso del Comitato per la Rivalutazione del Fiume Po a Torino. Libera professione attenta alle tematiche ambientali e paesistiche, libera docenza presso l’Istituto Europeo di Design, dal 1998 lavora nel Settore Urbanizzazioni della Città di Torino sulla progettazione dello spazio pubblico, collaborando con il Settore Verde e il Laboratorio della Città Sostenibile delle Bambine e dei Bambini; è co-progettista del Parco Urbano, di Archeologia Industriale e Arte Pubblica, dell’area ex-industriale di Spina 4 a Torino, quattro ettari e mezzo di superficie. Dal 2012 è Consigliere Nazionale dell’AIAPP, Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio, ed è uno dei fautori dell’aggiudicazione ad AIAPP del Congresso Mondiale di Architettura del Paesaggio IFLA che si svolgerà a Torino nel 2016.

http://www.aiapp-piemontevalledaosta.it/associati/ferruccio-capitani/

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Sezione: Viabilità e Arredo urbano

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