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Sull’impianto sportivo al Fioccardo, la Città assicura che “è tutto in regola”

La costruzione che sta prendendo forma in corso Moncalieri 246

 

In via di ultimazione il fabbricato che conterrà gli spogliatoi e un punto ristoro bar. Una commissione circoscrizionale svolta sul posto ha cercato di rispondere ad alcuni interrogativi sollevati proprio su questa costruzione dall’associazione Pro Natura Torino.

I lavori procedono, anzi stanno quasi volgendo alla conclusione, si parla di gennaio, anche se sul cantiere pende un esposto alla Procura della Repubblica e una diffida alla divisione Edilizia Privata del Comune di Torino presentati dall’associazione Pro Natura. Parliamo del completamento dell’impianto sportivo privato (campi di calcetto) che sta sorgendo sul terreno degli ex vivai Erba, all’altezza di corso Moncalieri 246, a ridosso della discoteca ex Patio, un’opera fortemente contestata dal gruppo ambientalista che prima delle ferie estive aveva sollevato il caso. Principale oggetto della discordia l’edificio di due piani fuori terra che ospiterà un bar, sei spogliatoi e un ufficio di servizio interno, circa 110 mq totali di superficie lorda di pavimento, che sta prendendo forma sulla sponda destra del Po, in una zona a forte rischio di straripamento del fiume, tanto che l’alluvione del 2006 fece parecchi danni anche in quel punto.
A consentire i lavori una concessione edilizia, la n. 24/d rilasciata dagli uffici comunali il 15 luglio 2013, che autorizza la Società Rogimi srl a costruire l’impianto, in un luogo dove “non esisteva in precedenza alcun volume edificato” afferma Pro Natura. Un provvedimento che ha sollevato tanti interrogativi anche in Circoscrizione, che già nel 2010 aveva dato parere negativo su questo provvedimento. Poi, nel 2011, è terminato il mandato amministrativo e di questo progetto si erano quasi perse le tracce fino alla denuncia dell’associazione. A luglio scorso, immediata è stata la presa di posizione dell’ente di prossimità, che tramite il Presidente Mario Cornelio Levi precisava che l’autorizzazione comunale coglieva tutti di sorpresa, ribadendo la contrarietà ai lavori. Dopo quasi quattro mesi, si è cercato di fare chiarezza con una commissione circoscrizionale svolta sul posto, presenti, oltre ai consiglieri, anche i progettisti, rappresentanti della Rogimi e di Pro Natura, personale comunale della divisione Edilizia Privata e alcuni cittadini. Tutto sommato dall’incontro non è emerso molto di sostanziale: la proprietà difende l’opera parlando di riqualificazione del territorio, la Città ha ribadito che è tutto in regola con i permessi, la Circoscrizione, che non ha più nessuna voce in capitolo, è perplessa, mentre Pro Natura, citando Shekespeare, continua a sostenere che c’è del marcio in Danimarca. Tanto che nei giorni scorsi si è rivolta alla Procura con un esposto e ha inviato in data 5 novembre alla Direzione Urbanistica e a quella di Edilizia Privata una sorta di diffida che invita gli uffici comunali preposti “a voler provvedere in via di autotutela alla revoca/sospensione del permesso a costruire rilasciato alla Rogimi srl, stante l’assoluta carenza dei presupposti di fatto che lo avrebbero giustificato e stante altresì le omissioni di carattere procedurale nell’iter approvativo”. La partita… è ancora aperta. (di Giovanni D’Amelio)

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Sezione: News, Viabilità e Arredo urbano

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