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I residenti di via Belfiore contro il Free Go, chiedono l’intervento urgente delle istituzioni

In una lettera inviata, tra gli altri, al Sindaco, al Prefetto e al Questore di Torino, una quarantina di cittadini denunciano le condizioni di illegalità che secondo loro si sono venute a creare nella zona da quando ha aperto nella via uno dei tanti locali notturni.

Le lamentele dei cittadini sulla mala movida e sul comportamento ai limiti della convivenza civile di alcuni locali esistenti nel quadrilatero di San Salvario non sono una novità, come non sono nuovi gli interventi della polizia urbana che più volte ha elevato sanzioni amministrative, anche sostanziose, contro gli esercenti che non rispettano le regole. E anche le richieste di aiuto formulate dalla Circoscrizione verso la Città e verso il Prefetto non sono certamente un segreto. Ma ora alcuni residenti, una quarantina, hanno deciso di dire basta e hanno scritto una missiva, quasi un ultimatum, all’indirizzo del Sindaco, del Consiglio Comunale della Città, del Prefetto e del Questore, solo per citare i rappresentanti istituzionali più importanti, affinché qualcuno intervenga urgentemente per chiudere, in particolare, un locale notturno di San Salvario. ”Con la presente – si legge nella comunicazione – noi residenti di via Belfiore a Torino denunciamo le condizioni di illegalità che si sono venute a creare nella zona, a seguito dell’apertura del Free Go sito al civico n. 22, avvenuta nel dicembre dello scorso anno. Tale esercizio è dedito alla distribuzione di sostanze alcoliche, a basso prezzo, in un locale di pochi metri quadrati, sino alle 3 di notte”. La lettera dei residenti continua elencando le criticità relazionali con questo stato di cose: schiamazzi in strada fino alle prime ore del mattino da parte “di centinaia di ragazzi ubriachi sotto le nostre stanze da letto che rendono impossibile dormire, con conseguenti danni alla salute”, musica ad alto volume che fuoriesce dal locale, nonostante “rilievi fonometrici da parte di personale della polizia municipale presso le nostre abitazioni” abbiano “accertato il superamento dei limiti consentiti per legge”, strada piena di rifiuti e satura di odori nauseabondi. “Qualora nottetempo ci si affacci al balcone per chiedere silenzio – continua la nota – si diviene oggetto di insulti da parte dei clienti col risultato di aumentare la molestia”. I residenti si sentono impotenti perché “più volte abbiamo contattato telefonicamente” le forze dell’ordine, ma con scarso risultato. Da qui le richieste dei firmatari: “Pertanto, affinché vengano garantiti e ripristinati il diritto al riposo, per noi e per i nostri figli; la pulizia ed il decoro della pubblica via, la sicurezza e l’ordine pubblico CHIEDIAMO un intervento urgente, mirato e tempestivo delle Autorità competenti che impedisca il ripetersi di questa inaccettabile situazione, in alternativa, qualora le Autorità competenti non siano in grado di garantire tale intervento risolutivo, CHIEDIAMO conformemente a quanto previsto dal Regolamento di Polizia recentemente modificato (Tit. V Art. 44bis c. 5), la revoca dell’autorizzazione in possesso del titolare che ha portato nella via illegalità, rumore, danni alla salute, degrado e problemi di pubblica sicurezza; OPPURE conformemente a quanto previsto dal Regolamento per l’Esercizio dell’Attività di Somministrazione (Tit. III c. 3) una limitazione dell’orario per grave disturbo e danni alla salute del predetto locale in modo che risulti impossibilitato a provocare disturbo oltre le h. 23, come stabilito dal Regolamento di Polizia recentemente modificato (Titolo V Art. 44 c. 1)”.
In attesa di qualche risposta, questo è quanto, almeno per ora. (di G. D’A.)

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