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Le problematiche allo studio di GTT sulla linea 13

A seguito della seduta della commissione circoscrizionale del 21 gennaio scorso, ci tengo a insistere con l’Amministrazione su una questione di onestà morale: nel momento critico in cui si esigono dai cittadini-bancomat più tasse a fronte della necessità per contro di limare i servizi collettivi, è necessario che riduzioni e cambiamenti siano contrattati con i cittadini stessi.
In primo luogo occorre un’informazione più puntuale, in poche semplici righe, senza partire sempre da Adamo ed Eva: ad esempio le problematiche allo studio di GTT sulla linea 13, bus o tram, bus+tram, solo bus, spostando i tram sulla linea 3, nata male fin dalle origini, dovrebbero essere portate a conoscenza degli utenti con un cartello esplicativo alle fermate, precisando in quali tempi presumibilmente si farà una scelta ragionata. Aggiungo che il 13, se non ha fatto crollare la Gran Madre finora, non lo farà neppure in futuro, dato che rallenta per servire le due fermate laterali all’edificio. Non si usi l’escamotage delle crepe e dei rumori per insistere sul bus e sul parcheggio interrato, visto inoltre che gli altri parcheggi sotto il sedime stradale già realizzati sembrano non essere poi così appetibili ai compratori privati alle condizioni poste dal Comune. Sarebbe poi finalmente il caso, a proposito della linea 3, di riaprire un varco nel trincerone di Corso Gabetti che costringe pedoni e auto a peripli infiniti.
Il parcheggio sotto la Gran Madre, che gli abitanti della zona hanno detto – anzi scritto – chiaramente di non volere, la pedonalizzazione di via Monferrato, il cordolo divisorio in Corso Moncalieri: tutte scelte
improvvide destinate a peggiorare la qualità della vita degli abitanti e dei transitanti vanno scongiurate, evitando gli arroganti interventi d’imperio da parte di “color che sanno” che e li fanno piovere in testa dalla sera alla mattina alla gente ignara- non tutti leggono i giornali che a volte mettono sull’avviso-, di cui abbiamo già sperimentato molti cattivi esempi. I cittadini che tacciono e subiscono, o tutt’al più si lamentano senza reagire, affidando ai politici la soluzione dei loro problemi, pur lamentandone l’inefficienza e l’incompetenza, sbagliano.
Perché non prevedere postazioni nei mercati, una volta al mese, dove raccogliere le petizioni dei cittadini?

Grazie per l’attenzione Elisa Guzzo

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