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I ragazzi e le ragazze di Casa Sol e il loro impegno quotidiano per ospitare l’umanità

Chi fosse passato dai portici di via Nizza venerdì 24 gennaio intorno alle 18/18:30 al civico 17, avrebbe visto bambini, ragazzi e adulti far festa insieme.

Quella di via Nizza 17, dove i “famigerati” portici sono in perenne attesa di riqualificazione, è una casa ATC, 37 dei 45 alloggi sono assegnati a persone e nuclei familiari seguiti dai servizi sociali della città. Una casa che ora è conosciuta come “Casa Sol”, dal nome del progetto attivo dal 2010 che ha favorito la coabitazione solidale con l’inserimento in alcuni appartamenti di giovani creando così un mix sociale e solidale, aggiungiamo umano, che abbiamo toccato con mano e con piacere, partecipando alla festa dei compleanni del mese di gennaio. Una festa visibile, il portone spalancato e l’androne per ospitare.

Alessandro si è fatto un po’ attendere, ma quando è apparso con il suo cane al guinzaglio, è partita la festa per il suo compleanno, le candeline le ha spente insieme a Patrizia, una delle ragazze del progetto Casa Sol e ad un bimbo marocchino.  Tutti i condomini erano lì. La signora con i capelli colorati che non usciva di casa da un mese, si è fatta bella per l’occasione, un aiuto a sostenerla negli ultimi gradini ed eccola apparire.  La signora con i capelli colorati che non usciva da un mese è l’immagine che da senso e valore all’esperienza che i ragazzi e le ragazze che abitano a Casa Sol stanno vivendo. Quelle ragazze e quei ragazzi sono Vanessa, che abbraccia tutti e il cui entusiasmo è complicato contenere, Patrizia che ci ha invitati e vuole che torniamo, Alessia, Alberto e poi Stefano e Andrea che ci hanno raccontato prima che la festa avesse inizio pregandoci di non parlare di loro: “Noi non facciamo niente di speciale, non abbiamo ruoli precisi da svolgere e non siamo pagati per questo. Noi dobbiamo solo abitarci in questa casa”. Già, solo abitarci, come se fosse semplice, normale e aggiungiamo coraggioso. Scusate ragazzi, se per questa volta, parliamo di voi. E’ importante che si sappia in giro. Non per voi che sapete e non ve la “tirate”, ma per gli altri che non sanno e che è giusto che lo vengano a sapere.

Rocco, disoccupato, che abita la casa con la famiglia, guarda con affetto Vanessa e, dopo averci invitati a tornare come se ci conoscessimo da una vita, “Fatti vedere ogni tanto, torna a trovarci che ci fa piacere”, ci dice: “Son bravi ‘sti ragazzi, guai a chi li tocca. Son come figli miei.

Avremmo potuto interpellare un sociologo, un assistente sociale per aiutarci a descrivere ciò che abbiamo visto e vissuto in quelle due ore trascorse a Casa Sol, scusate se non l’abbiamo fatto.  Forse uno scrittore avrebbe raccontato meglio, ma noi che non siamo né sociologi né scrittori abbiamo preferito dare spazio, per quel che siamo capaci, all’emozione. E a Rocco assicuriamo che a Casa Sol ci torniamo di sicuro.

 

Per saperne di più: Synergica Casa Sol

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Sezione: Dal territorio, News, Sanità e Servizio Sociale

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