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In bicicletta contromano, un’ipotesi che il codice della strada potrebbe rendere possibile

Per muoversi nelle città si lavora sempre più per incoraggiare l’uso delle due ruote tra i cittadini. Anche il Comune di Torino, da tempo, è in prima fila per facilitare questo obiettivo.

Qualche mese fa, in Sala Rossa è stato approvato il progetto “Biciplan”, vero e proprio piano regolatore al servizio di chi pedala, che si pone un grande traguardo: portare la percentuale dei ciclisti cittadini dal 3,14 per cento del 2008, al 15 per cento. Il che significa passare da qui al 2020 a uno sviluppo di piste ciclabili a oggi di 175 km, a 350 km, con un costo che si attesta, sulla carta, intorno ai dodici milioni e 434 mila euro. Nel documento s’individuano quelle che dovranno essere le nove direttrici principali che dal centro portano in periferia e verso i Comuni limitrofi e le quattro circolari interne alla città.
Di fronte a quest’aumento del traffico ciclistico anche il codice della strada cerca di allinearsi alle nuove esigenze, e su richiesta di tre assessori alla mobilità (Lubatti, con i colleghi di Milano e Firenze) ci sarà la possibilità per chi va in bicicletta d’imboccare la strada in contromano! L’Amministrazione, tiene subito a precisare che le corsie contromano saranno protette e dovranno avere delle caratteristiche precise: carreggiata larga almeno 4 metri, senza parcheggio sul lato sinistro e vietate ai mezzi pesanti, come già se ne vedono in molti paesi europei e in alcune città italiane. Ci saranno in città delle zone “a preferenza ciclabile”, con diciannove km di strade con zone a 30 km l’ora, un tratto di pista ciclabile sul controviale di corso Massimo d’Azeglio, e un tratto di corso Francia e corso Trapani.
Questa notizia ha ovviamente suscitato reazioni diverse e molto contradditorie, da un lato i ciclisti la giudicano molto positiva, poiché le strade di Torino non sono sicure e a elevato rischio e quindi pensare alla trasformazione dei controviali in zone ai trenta l’ora, con la mobilità ciclabile nei due sensi di marcia, parrebbe una soluzione per diminuire gli incidenti. In contrapposizione con “la gioia” dei ciclisti, vi è il parere contrario degli automobilisti che vedono il transitare dei ciclisti non nel logico senso di marcia della strada, ma in contromano la possibilità di generare confusione e pericolo, anche se si parla di protezione delle zone in contromano. Un altro aspetto in favore dei contrari e la non cultura delle due ruote degli italiani, che non sarebbero ancora pronti per accogliere un’innovazione così profonda e per alcuni versi complessa.
Sarebbe molto interessante sapere l’opinione dei lettori, in un quartiere dove si vedono molti ciclisti, ma che presenta vie interne, difficilmente in regola con le modalità previste nel “Biciplan”. (di Marco Bani)

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Sezione: News

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