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Considerazioni su un’ipotesi futura del Valdese

Da poco ho iniziato a leggere un libro intitolato “San Salvario” recentemente scritto da Mario Bianco e da Massimo Scaglione con prefazione del caro amico Bruno Gambarotta, e a pagina 20 trovo il seguente riferimento: “…diretto da una Commissione della Tavola Valdese, fu fondato nel 1843 nella casa del Pastore e trasferito, poi in un palazzo di via Berthollet nel 1872; ampliato nel 1905 giunse ad affacciarsi su via Silvio Pellico. Fu istituita anche la scuola degli artigianelli valdesi, ospitata in un’ala dell’ospedale stesso”. Dunque vi é un riferimento storico del nosocomio che sovrasta le ultime ventennali vicissitudini anche non ben riuscite. Seppur circoscritto in una struttura ormai antica, l’Ospedale é rimasto, ed é tutt’ora, un punto di riferimento non solo per i cittadini del borgo, ma é un servizio prestato a tutta la Città. Il 17 febbraio scorso i giornali riportavano la notizia sulla chiusura di tre Ospedali torinesi e per il Valdese l’ipotesi é di trasformarsi in una struttura per residenze socio – assistenziali e lungodegenze (RSA), trasferendo la senologia alle Molinette e chiudendo i Service. Da quanto sopra riportato negli articoli pare che l’assessore della Regione Piemonte ignori le altre attività svolte quotidianamente presso questo Ospedale, e probabilmente, essendo una ipotesi, non ha ancora appurato la disponibilità da parte delle Molinette ad assorbire il trasferimento della senologia e nel caso ciò non fosse fattibile, il danno ricadrebbe sull’utenza con le relative conseguenze: aumento della lista dei pazienti e quindi dei tempi di attesa, e l’eliminazione di un servizio sanitario sul nostro territorio. Lo spostamento dei servizi può comportare, in alcuni pazienti, non solamente un disagio logistico, ma anche psicologico in quanto l’utente avrà difficoltà ad inserirsi in una nuova struttura con altro personale ed altri metodi operativi. Quindi nell’eventualità di accorpamenti, auspico che siano considerati non solamente i  traguardi del risparmio di gestione, ma anche i disagi che possono ricadere sugli utenti, perché le difficoltà attuali e future di bilancio, non debbono ricadere sull’utenza. Nel prossimo aprile dovrebbero iniziare gli interventi di ristrutturazione dell’Ospedale e così probabilmente nel 2014 si avrebbero quasi 100 posti letto. Ora io credo che essendo stati programmati questi lavori di ammodernamento e di recupero della struttura l’AslTo1 abbia sicuramente pianificato anche un nuovo percorso di servizi in modo da sfruttare appieno l’incremento dei posti letto anche in funzione delle quattro sale operatorie; e credo che i Medici operanti nella struttura, per il tramite delle loro rappresentanze sindacali, possano collaborare nel convenire alla stesura della programmazione di un piano operativo dei futuri servizi. E’ palese che il Valdese ha una struttura ospedaliera, quindi nel caso dovesse divenire una RSA sarebbero necessari ulteriori lavori di adeguamento. Sarebbe ovviamente auspicabile che la Regione Piemonte per il tramite del suo assessore Paolo Monferrino, si impegni affinché il patrimonio di esperienza umana e professionale maturata nel corso del tempo sia mantenuto e debitamente valorizzato e incrementato, iniziando col cogliere i suggerimenti dall’Asl e da tutte le forze sociali. Inviterei quindi l’assessore alla Sanità a scendere dall’Olimpo regionale e ad incontrare sul territorio ove é ubicato l’Ospedale, e perciò la Circoscrizione 8 che può essere luogo di mediazione essendo l’ente più prossimo ai Cittadini, in modo da dialogare costruttivamente con tutte le parti interessate affinché venga di comune accordo valutata con chiarezza la possibile attività futura del Valdese. 

 Giovanni Bresciani, coordinatore della IV commissione             

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Sezione: Moderati

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