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Polemiche e preoccupazione sul trasferimento della materna di via Giuria in corso Marconi

La materna di via Giuria

A partire dal nuovo anno scolastico le tre sezioni della scuola D’Azeglio saranno ospitate nel plesso dell’Istituto Manzoni dove sono già presenti le elementari e le medie del comprensivo.

Salvo clamorosi ripensamenti la scelta è stata compiuta: a partire da settembre la materna Massimo D’Azeglio di via Pietro Giuria sarà trasferita nell’edificio dell’Istituto comprensivo Manzoni di corso Marconi. Una decisione che la Città, settore edilizia scolastica, ha motivato sollevando cause di inagibilità del prefabbricato che ospita attualmente i piccoli studenti. Quella di via Giuria, infatti, è una struttura provvisoria realizzata quasi 40 anni fa, ma che con il tempo è diventata una soluzione a lungo termine per il fatto che il terreno su cui sorge fa parte del patrimonio demaniale, un aspetto questo che ha ritardato ogni progetto di costruzione di una scuola a tutti gli effetti. Nei prossimi mesi, però, sembra che questo scoglio sarà superato tramite uno scambio di proprietà tra il Comune di Torino e lo Stato. E proprio questa negoziazione in fase conclusiva ha accelerato i tempi per l’abbattimento del conteiner e l’avvio in tempi brevi dell’iter per la cantierizzazione dell’area. Se tutto andrà secondo i piani, una nuova scuola materna in via Giuria, comprensiva anche di sezioni di asilo nido, dovrebbe vedere la luce entro il 2018.
Oggi, però, la decisione dello spostamento sta creando polemiche e preoccupazioni. Polemiche sollevate soprattutto dall’associazione di genitori Manzoni People, alla quale erano stati destinati alcuni locali per svolgere attività scolastiche e che invece saranno occupati dai piccoli della materna, in particolare la parte di edificio al piano terreno che prende parte delle aule che si affacciano su via Madama Cristina e via Giacosa. Per capirci le sale, e non solo, che per anni hanno ospitato la biblioteca Shaharazad.
Le preoccupazioni sono quelle dei genitori, sia delle elementari e medie (che già frequentano il plesso di corso Marconi) sia delle materne per via degli esigui spazi esistenti, della convivenza ritenuta incompatibile tra le fasce d’età dei bambini (si va dai 3 ai 14 anni) e l’inadeguatezza di spazi all’aperto per attività ludiche e sportive. E’ vero che a giugno dovrebbero partire i lavori per rendere disponibili alcune aule del terzo piano della Manzoni, al momento interdette, ma non sufficienti a risolvere il problema della penuria di saloni.
L’associazione Manzoni People, che ha lamentato anche una scarsa informazione sull’operazione in corso, ha ribadito la propria posizione di contrarietà nella commissione che si è tenuta qualche giorno fa in Circoscrizione, invitando i tecnici del Comune presenti a valutare possibili alternative di dislocazione della materna. Da parte loro i responsabili del settore Edilizia Scolastica, tra i quali l’architetto Isabella Quinto, che si sta occupando direttamente del procedimento, hanno sottolineato l’urgenza dello spostamento perché “nessuno vuole più prendersi la responsabilità di tenere aperta una scuola che non ha più i requisiti per rimanere aperta”. Una posizione questa ribadita anche dalla dirigente scolastica dell’I.C. Manzoni, Margherita Rescigno, secondo la quale la priorità è la sicurezza dei bambini e del personale scolastico, sperando che le problematiche legate alla convivenza di tre gradi scolastici in un unico plesso siano il più possibile contenute.
Un prossimo confronto tra i tecnici della Città e il Consiglio d’Istituto del comprensivo è fissato per mercoledì 26 febbraio. La sensazione, però, è che il dado sia già stato tratto dall’assessorato competente. (di Giovanni D’Amelio)

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Sezione: Cultura, scuola e sport

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